Via Crucis con i giovani sul Lungomare di Copacabana - Viaggio Apostolico a Rio de Janeiro per la XXVIII Giornata Mondiale della Giovent�
Carissimi giovani!
Siamo venuti oggi qui per accompagnare Ges� lungo il suo cammino di dolore e di amore, il cammino della Croce, che � uno dei momenti forti della Giornata Mondiale della Giovent�. Al termine dell'Anno Santo della Redenzione, il Beato Giovanni Paolo II ha voluto affidare la Croce a voi, giovani, dicendovi: �Portatela nel mondo come segno dell'amore di Ges� per l'umanit� e annunciate a tutti che solo in Cristo morto e risorto c�� salvezza e redenzione� (Parole ai giovani [22 aprile 1984]: Insegnamenti VII,1 [1984], 1105). Da allora la Croce ha percorso tutti i Continenti e ha attraversato i pi� svariati mondi dell�esistenza umana, restando quasi impregnata dalle situazioni di vita dei tanti giovani che l�hanno vista e l�hanno portata.
Cari fratelli, nessuno pu� toccare la Croce di Ges� senza lasciarvi qualcosa di se stesso e senza portare qualcosa della Croce di Ges� nella propria vita. Tre domande vorrei che risuonassero nei vostri cuori questa sera accompagnando il Signore: Che cosa avete lasciato nella Croce voi, cari giovani del Brasile, in questi due anni in cui ha attraversato il vostro immenso Paese? E che cosa ha lasciato la Croce di Ges� in ciascuno di voi? E, infine, che cosa insegna alla nostra vita questa Croce?
1. Un�antica tradizione della Chiesa di Roma racconta che l'Apostolo Pietro, uscendo dalla citt� per scappare dalla persecuzione di Nerone, vide Ges� che camminava nella direzione opposta e stupito gli domand�: "Signore, dove vai?". La risposta di Ges� fu: "Vado a Roma per essere crocifisso di nuovo". In quel momento, Pietro cap� che doveva seguire il Signore con coraggio, fino in fondo, ma cap� soprattutto che non era mai solo nel cammino; con lui c�era sempre quel Ges� che lo aveva amato fino a morire. Ecco, Ges� con la sua Croce percorre le nostre strade e prende su di s� le nostre paure, i nostri problemi, le nostre sofferenze, anche le pi� profonde. Con la Croce Ges� si unisce al silenzio delle vittime della violenza, che ormai non possono pi� gridare, soprattutto gli innocenti e gli indifesi; con la Croce, Ges� si unisce alle famiglie che sono in difficolt�, e che piangono la tragica perdita dei loro figli, come nel caso dei 242 giovani vittime dell�incendio nella citt� di Santa Mar�a all�inizio di quest�anno. Preghiamo per loro. Con la Croce Ges� si unisce a tutte le persone che soffrono la fame in un mondo che, dall�altro lato, si permette il lusso di gettare via ogni giorno tonnellate di cibo; con la Croce, Ges� � unito a tante madri e a tanti padri che soffrono vedendo i propri figli vittime di paradisi artificiali come la droga; con la Croce, Ges� si unisce a chi � perseguitato per la religione, per le idee, o semplicemente per il colore della pelle; nella Croce, Ges� � unito a tanti giovani che hanno perso la fiducia nelle istituzioni politiche perch� vedono l�egoismo e la corruzione o che hanno perso la fede nella Chiesa, e persino in Dio, per l�incoerenza di cristiani e di ministri del Vangelo. Quanto fanno soffrire Ges� le nostre incoerenze! Nella Croce di Cristo c�� la sofferenza, il peccato dell�uomo, anche il nostro, e Lui accoglie tutto con le braccia aperte, carica sulle sue spalle le nostre croci e ci dice: Coraggio! Non sei solo a portarle! Io le porto con te e io ho vinto la morte e sono venuto a darti speranza, a darti vita (cfr Gv 3,16).
2. Adesso possiamo rispondere alla seconda domanda: che cosa ha lasciato la Croce in coloro che l�hanno vista e in coloro che l�hanno toccata? Che cosa lascia la Croce in ciascuno di noi? Vedete: lascia un bene che nessuno pu� darci: la certezza dell�amore fedele di Dio per noi. Un amore cos� grande che entra nel nostro peccato e lo perdona, entra nella nostra sofferenza e ci dona la forza per portarla, entra anche nella morte per vincerla e salvarci. Nella Croce di Cristo c�� tutto l�amore di Dio, c�� la sua immensa misericordia. E questo � un amore di cui possiamo fidarci, nel quale possiamo credere. Cari giovani, fidiamoci di Ges�, affidiamoci a Lui (cfr Lettera enc. Lumen fidei, 16), perch� Lui non delude mai nessuno! Solo in Cristo morto e risorto troviamo la salvezza e la redenzione. Con lui, il male, la sofferenza e la morte non hanno l'ultima parola, perch� Lui ci dona speranza e vita: ha trasformato la Croce dall�essere uno strumento di odio, di sconfitta e di morte ad essere un segno di amore, di vittoria, di trionfo e di vita.
Il primo nome dato al Brasile � stato proprio quello di "Terra de Santa Cruz". La Croce di Cristo � stata piantata non solo sulla spiaggia pi� di cinque secoli fa, ma anche nella storia, nel cuore e nella vita del popolo brasiliano e in molti altri popoli. Il Cristo sofferente lo sentiamo vicino, uno di noi che condivide il nostro cammino fino in fondo. Non c'� croce, piccola o grande che sia, della nostra vita che il Signore non condivida con noi.
3. Ma la Croce di Cristo invita anche a lasciarci contagiare da questo amore, ci insegna allora a guardare sempre l�altro con misericordia e amore, soprattutto chi soffre, chi ha bisogno di aiuto, chi aspetta una parola, un gesto, la Croce ci invita ad uscire da noi stessi per andare loro incontro e tendere loro la mano. Tanti volti li abbiamo visti nella Via Crucis, tanti volti hanno accompagnato Ges� nel cammino verso il Calvario: Pilato, il Cireneo, Maria, le donne� Io oggi ti chiedo: Tu come chi di loro vuoi essere? Vuoi essere come Pilato che non ha il coraggio di andare controcorrente per salvare la vita di Ges� e se ne lava le mani. Dimmi: sei uno di quelli che si lavano le mani, che fa il finto tonto e guarda dall�altra parte? O sei come il Cireneo, che aiuta Ges� a portare quel legno pesante, come Maria e le altre donne, che non hanno paura di accompagnare Ges� fino alla fine, con amore, con tenerezza. E tu, come chi di questi vuoi essere? Come Pilato, come il Cireneo, come Maria? Ges� ti sta guardando adesso e ti dice: mi vuoi aiutare a portare la Croce? Fratelli e sorelle: con tutta la tua forza di giovane, che cosa Gli rispondi?
Cari giovani, alla Croce di Cristo portiamo le nostre gioie, le nostre sofferenze, i nostri insuccessi; troveremo un Cuore aperto che ci comprende, ci perdona, ci ama e ci chiede di portare questo stesso amore nella nostra vita, di amare ogni nostro fratello e sorella con questo stesso amore.
Discorso del Santo Padre in occasione della Via Crucis con i giovani sul Lungomare di Copacabana - Viaggio Apostolico a Rio de Janeiro per la XXVIII Giornata Mondiale della Giovent� - 26/07/2013
Tutte le frasi tratte da "Via Crucis con i giovani sul Lungomare di Copacabana - Viaggio Apostolico a Rio de Janeiro per la XXVIII Giornata Mondiale della Giovent�"
Nella Croce di Cristo c�� la sofferenza, il peccato dell�uomo, anche il nostro, e Lui accoglie tutto con le braccia aperte, carica sulle sue spalle le nostre croci e ci dice: Coraggio! Non sei solo a portarle! Io le porto con te e io ho vinto la morte e sono venuto a darti speranza, a darti vita.

- Papa Francesco -
Alla Croce di Cristo portiamo le nostre gioie, le nostre sofferenze, i nostri insuccessi; troveremo un Cuore aperto che ci comprende, ci perdona, ci ama e ci chiede di portare questo stesso amore nella nostra vita, di amare ogni nostro fratello e sorella con questo stesso amore.

- Papa Francesco -