Citazione spirituale

Visita "Ad Limina Apostolorim" dei Presuli della Conferenza Episcopale di Polonia

Cari Fratelli nell�episcopato,

Saluto cordialmente ciascuno di voi e le Chiese particolari che il Signore ha affidato alla vostra paterna guida. Ringrazio Mons. J�zef Michalik per le sue parole, soprattutto per avermi assicurato che la Chiesa che � in Polonia prega per me e per il mio ministero.

Ci incontriamo, si pu� dire, alla vigilia della canonizzazione del beato Giovanni Paolo II. Tutti abbiamo nel cuore questo grande Pastore che, in tutte le tappe della sua missione � da sacerdote, da vescovo e da Papa �, ci ha dato un esempio luminoso di totale abbandono a Dio e alla sua Madre, e di completa dedizione alla Chiesa e all�uomo. Egli ci accompagna dal Cielo e ci ricorda quanto � importante la comunione spirituale e pastorale tra i Vescovi. L�unit� dei Pastori, nella fede, nella carit�, nell�insegnamento e nella comune premura per il bene dei fedeli, costituisce un punto di riferimento per l�intera comunit� ecclesiale e per chiunque cerca un orientamento sicuro nel quotidiano cammino sulle vie del Signore. Niente e nessuno possa introdurre divisioni tra voi, cari Fratelli! Siete chiamati a costruire la comunione e la pace radicate nell�amore fraterno, e a darne a tutti un incoraggiante esempio. E certamente un tale atteggiamento sar� fecondo e offrir� al vostro popolo fedele la forza della speranza.

Durante i nostri incontri di questi giorni ho avuto conferma del fatto che la Chiesa in Polonia ha grandi potenzialit� di fede, di preghiera, di carit� e di pratica cristiana. Grazie a Dio in Polonia c�� buona frequenza ai Sacramenti, ci sono valide iniziative nei settori della nuova evangelizzazione e della catechesi, c�� larga attivit� caritativo-sociale, e un soddisfacente andamento delle vocazioni sacerdotali. Tutto questo favorisce la formazione cristiana delle persone, la pratica motivata e convinta, la disponibilit� dei laici e dei religiosi a collaborare attivamente nelle strutture ecclesiali e sociali. Rispetto al fatto che si riscontra anche una certa flessione in diversi aspetti della vita cristiana, questo richiede un discernimento, una ricerca dei motivi e dei modi di affrontare le nuove sfide, come � per esempio � l�idea di una libert� senza limiti, la tolleranza ostile o diffidente verso la verit�, o il malumore verso la giusta opposizione della Chiesa al relativismo imperante.

Prima di tutto, nell�ambito della pastorale ordinaria, vorrei focalizzare la vostra attenzione sulla famiglia, �cellula fondamentale della societ�, �luogo dove si impara a convivere nella differenza e ad appartenere ad altri e dove i genitori trasmettono la fede ai figli� (Esort. ap. Evangelii gaudium, 66). Oggi invece il matrimonio � spesso considerato una forma di gratificazione affettiva che pu� costituirsi in qualsiasi modo e modificarsi secondo la sensibilit� di ognuno (cfr ibid.). Purtroppo questa visione influisce anche sulla mentalit� dei cristiani, causando una facilit� nel ricorrere al divorzio o alla separazione di fatto. I Pastori sono chiamati a interrogarsi su come assistere coloro che vivono in questa situazione, affinch� non si sentano esclusi dalla misericordia di Dio, dall�amore fraterno di altri cristiani e dalla sollecitudine della Chiesa per la loro salvezza; su come aiutarli a non abbandonare la fede e a far crescere i loro figli nella pienezza dell�esperienza cristiana.

D�altra parte, bisogna chiedersi come migliorare la preparazione dei giovani al matrimonio, in modo che possano scoprire sempre di pi� la bellezza di questa unione che, ben fondata sull�amore e sulla responsabilit�, � in grado di superare le prove, le difficolt�, gli egoismi con il perdono reciproco, riparando ci� che rischia di rovinarsi e non cadendo nella trappola della mentalit� dello scarto. Bisogna chiedersi come aiutare le famiglie a vivere e apprezzare sia i momenti di gioia sia quelli di dolore e di debolezza.

Le comunit� ecclesiali siano luoghi di ascolto, di dialogo, di conforto e di sostegno per gli sposi, nel loro cammino coniugale e nella loro missione educativa. Essi trovino sempre nei Pastori il sostegno di autentici padri e guide spirituali, che le proteggono dalle minacce delle ideologie negative e le aiutano a diventare forti in Dio e nel suo amore.

La prospettiva del prossimo Incontro mondiale della giovent�, che avr� luogo a Cracovia nel 2016, mi fa pensare ai giovani, che con gli anziani sono la speranza della Chiesa. Oggi, un mondo ricco di strumenti informatici offre loro nuove possibilit� di comunicazione, ma al tempo stesso riduce i rapporti interpersonali di contatto diretto, di scambio di valori e di esperienze condivise. Tuttavia, nei cuori dei giovani c�� un�ansia di qualcosa di pi� profondo, che valorizzi in pienezza la loro personalit�. Bisogna venire incontro a questo desiderio.

In tal senso, ampie possibilit� offre la catechesi. So che in Polonia vi partecipa la maggioranza degli alunni nelle scuole, i quali raggiungono una buona conoscenza delle verit� della fede. La religione cristiana, tuttavia, non � una scienza astratta, ma una conoscenza esistenziale di Cristo, un rapporto personale con Dio che � amore. Bisogna forse insistere di pi� sulla formazione della fede vissuta come relazione, nella quale si sperimenta la gioia di essere amati e di poter amare. Occorre che si intensifichi la premura dei catechisti e dei pastori, affinch� le nuove generazioni possano scoprire pienamente il valore dei Sacramenti come mezzi privilegiati di incontro con Cristo vivo e fonte di grazia. I giovani siano incoraggiati a far parte dei movimenti e delle associazioni la cui spiritualit� si basa sulla Parola di Dio, sulla liturgia, sulla vita comunitaria e sulla testimonianza missionaria. Trovino anche le opportunit� di esprimere la loro disponibilit� e l�entusiasmo giovanile nelle opere di carit� promosse dai gruppi parrocchiali o scolastici della Caritas o in altre forme di volontariato e di missionariet�. La loro fede, il loro amore e la loro speranza si rafforzino e fioriscano nell�impegno concreto in nome di Cristo.

La terza attenzione che vorrei raccomandarvi � quella per le vocazioni al sacerdozio e alla vita consacrata. Ringrazio con voi il Signore che negli ultimi decenni ha chiamato in terra polacca tanti operai per la sua messe. Tanti bravi e santi sacerdoti polacchi svolgono con dedizione il loro ministero sia nelle proprie Chiese locali, sia all�estero e nelle missioni. Non si stanchi per� la Chiesa in Polonia di continuare a pregare per le nuove vocazioni sacerdotali! A voi, cari Vescovi, spetta il compito di provvedere affinch� questa preghiera si traduca in impegno concreto nella pastorale vocazionale e nella buona preparazione dei candidati nei seminari.

In Polonia, grazie alla presenza di buone Universit� e Facolt� teologiche, i seminaristi raggiungono una valida preparazione intellettuale e pastorale. Questa va sempre accompagnata dalla formazione umana e spirituale, affinch� essi vivano un�intensa relazione personale con il Buon Pastore, siano uomini di preghiera assidua, aperti all�azione dello Spirito Santo, generosi, poveri in spirito, pieni di amore ardente per il Signore e per il prossimo.

Nel ministero sacerdotale la luce della testimonianza potrebbe essere offuscata o "nascosta sotto il moggio" se mancasse lo spirito missionario, la volont� di "uscire" in una sempre rinnovata conversione missionaria per cercare - anche nelle periferie - e avvicinare coloro che attendono la Buona Novella di Cristo. Questo stile apostolico richiede anche lo spirito di povert�, di abbandono, per essere liberi nell�annuncio e sinceri nella testimonianza della carit�. A tale proposito ricordo le parole del beato Giovanni Paolo II: �Da noi tutti, sacerdoti di Ges� Cristo, si attende che siamo fedeli all�esempio da lui lasciato. Quindi che siamo "per gli altri". E se "abbiamo" � affinch� abbiamo anche "per gli altri". Tanto pi� perch� se abbiamo � abbiamo "dagli altri" (...) Con uno stile di vita vicino a quello di una famiglia media, anzi piuttosto a quello di una famiglia pi� povera� (Discorso ai seminaristi, al clero e ai religiosi, Cattedrale di Stettino, 11 giugno 1987, 9).

Non dimentichiamo, cari Fratelli, le vocazioni alla vita consacrata, soprattutto quelle femminili. Come avete osservato, preoccupa il calo delle adesioni alle congregazioni religiose anche in Polonia: un fenomeno complesso, le cui cause sono molteplici. Auspico che gli Istituti religiosi femminili possano continuare ad essere, in modo adeguato ai nostri tempi, luoghi privilegiati dell�affermazione e della crescita umana e spirituale delle donne. Le religiose siano pronte ad affrontare i compiti e le missioni anche difficili ed esigenti, che valorizzino le loro capacit� intellettuali, affettive e spirituali, i loro talenti e carismi personali. Preghiamo per le vocazioni femminili e accompagniamo con stima le nostre sorelle, che spesso nel silenzio e inosservate spendono la loro vita per il Signore e per la Chiesa, nella preghiera, nella pastorale e nella carit�.

Concludo esortandovi alla sollecitudine per i poveri. Anche in Polonia, nonostante l�attuale sviluppo economico del Paese, ci sono tanti bisognosi, disoccupati, senzatetto, malati, abbandonati, come pure tante famiglie � soprattutto quelle numerose � senza sufficienti mezzi per vivere e per educare i figli. Siate loro vicini! So quanto fa la Chiesa in Polonia in questo campo, mostrando grande generosit� non solo in patria ma anche in altri Paesi del mondo. Ringrazio voi e le vostre comunit� per quest�opera. Continuate ad incoraggiare i vostri sacerdoti, i religiosi e tutti i fedeli ad avere la "fantasia della carit�" e a praticarla sempre. E non dimenticate quanti per vari motivi lasciano il Paese e cercano di costruire una nuova vita all�estero. Il loro crescente numero e le loro esigenze richiedono forse pi� attenzione da parte della Conferenza Episcopale. Accompagnateli con cura pastorale adeguata, perch� possano conservare la fede e le tradizioni religiose del popolo polacco.

Cari Fratelli, vi ringrazio per la vostra visita. Portate il mio saluto cordiale alle vostre Chiese particolari e a tutti i connazionali. La Vergine Maria, Regina della Polonia, interceda per la Chiesa nel vostro Paese: protegga con il suo manto i sacerdoti, i religiosi, le religiose e tutti i fedeli e ottenga per ciascuno e per ogni comunit� la pienezza delle grazie del Signore. E preghiamola insieme:

Sub tuum praesidium confugimus, Sancta Dei Genitrix, nostras deprecationes ne despicias in necessitatibus, sed a periculis cunctis libera nos semper, Virgo gloriosa et benedicta.

Discorso del Santo Padre in occasione della visita "Ad Limina Apostolorim" dei Presuli della Conferenza Episcopale di Polonia - 7/02/2014


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Oggi, un mondo ricco di strumenti informatici offre ai giovani nuove possibilit� di comunicazione, ma al tempo stesso riduce i rapporti interpersonali di contatto diretto, di scambio di valori e di esperienze condivise. Tuttavia, nei cuori dei giovani c�� un�ansia di qualcosa di pi� profondo, che valorizzi in pienezza la loro personalit�. Bisogna venire incontro a questo desiderio.

- Papa Francesco -



La religione cristiana, tuttavia, non � una scienza astratta, ma una conoscenza esistenziale di Cristo, un rapporto personale con Dio che � amore.

- Papa Francesco -