Citazione spirituale

Visita al Centro di Rieducazione Santa Cruz-Palmasola e Incontro con i Vescovi della Bolivia - Viaggio Apostolico in Ecuador, Bolivia e Paraguay

Cari fratelli e sorelle, buongiorno!

Non potevo lasciare la Bolivia senza venire a trovarvi, senza condividere la fede e la speranza che nascono dall'amore offerto sulla croce. Grazie per avermi accolto. So che vi siete preparati e avete pregato per me. Vi ringrazio tanto.

Nelle parole di Mons. Jes�s Ju�rez e nelle testimonianze dei fratelli che sono intervenuti, ho potuto constatare come il dolore non � in grado di spegnere la speranza nel profondo del cuore, e che la vita continua a germogliare con forza in circostanze avverse.

Chi c�� davanti a voi? Potreste domandarvi. Vorrei rispondere alla domanda con una certezza della mia vita, con una certezza che mi ha segnato per sempre. Quello che sta davanti a voi � un uomo perdonato. Un uomo che � stato ed � salvato dai suoi molti peccati. Ed � cos� che mi presento. Non ho molto da darvi o offrirvi, ma quello che ho e quello che amo, s�, voglio darvelo, voglio condividerlo: � Ges�, Ges� Cristo, la misericordia del Padre.

Egli � venuto a mostrarci, a rendere visibile l�amore che Dio ha per noi. Per te, per te, per te, per me. Un amore attivo, reale. Un amore che ha preso sul serio la realt� dei suoi. Un amore che guarisce, perdona, rialza, cura. Un amore che si avvicina e restituisce dignit�. Una dignit� che possiamo perdere in molti modi e forme. Ma Ges� � un ostinato in questo: ha dato la vita per questo, per restituirci l�identit� perduta. Per rivestirci con tutta la sua forza di dignit�.

Mi viene alla memoria un�esperienza che pu� aiutarci: Pietro e Paolo, discepoli di Ges�, sono stati anche prigionieri. Sono stati anche privati della libert�. In quella circostanza, c�� stato qualcosa che li ha sostenuti, qualcosa che non li ha lasciati cadere nella disperazione, non li ha lasciati cadere nell�oscurit� che pu� scaturire dal non senso. E� stata la preghiera. E� stato pregare. Preghiera personale e comunitaria. Loro hanno pregato e per loro pregavano. Due movimenti, due azioni che insieme formano una rete che sostiene la vita e la speranza. Ci preserva dalla disperazione e ci stimola a continuare a camminare. Una rete che sostiene la vita, la vostra e quella dei vostri famigliari. Tu parlavi di tua madre [si riferisce a una testimonianza]. La preghiera delle madri, la preghiera delle mogli, la preghiera dei figli, e la vostra: questo � una rete, che porta avanti la vita.

Perch� quando Ges� entra nella vita, uno non resta imprigionato nel suo passato, ma inizia a guardare il presente in un altro modo, con un�altra speranza. Uno inizia a guardare se stesso, la propria realt� con occhi diversi. Non resta ancorato in quello che � successo, ma � in grado di piangere e l� trovare la forza di ricominciare. E se in qualche momento ci sentiamo tristi, stiamo male, abbattuti, vi invito a guardare il volto di Ges� crocifisso. Nel suo sguardo tutti possiamo trovare posto. Tutti possiamo affidare a Lui le nostre ferite, i nostri dolori, anche i nostri errori, i nostri peccati, tante cose in cui noi possiamo aver sbagliato. Nelle piaghe di Ges�, trovano posto le nostre piaghe. Perch� tutti siamo piagati, in un nodo o nell�altro. E portare le nostre piaghe alle piaghe di Ges�, perch�? Per essere curate, lavate, trasformate, risuscitate. Egli � morto per voi, per me, per darci la mano e sollevarci. Parlate, parlate con i sacerdoti che vengono, parlate... Parlate con i fratelli e le sorelle che vengono, parlate. Parlate con tutti quelli che vengono a parlarvi di Ges�. Ges� vuole risollevarci sempre.

E questa certezza ci spinge a lavorare per la nostra dignit�. La reclusione non � lo stesso di esclusione � che sia chiaro � perch� la reclusione � parte di un processo di reinserimento nella societ�. Sono molti gli elementi che giocano contro di voi in questo posto � lo so bene, e tu ne hai menzionati alcuni con molta chiarezza [si riferisce a una testimonianza]-: il sovraffollamento, la lentezza della giustizia, la mancanza di terapie occupazionali e di politiche riabilitative, la violenza, la mancanza di facilitazioni per gli studi universitari� E ci� rende necessaria una rapida ed efficace alleanza fra le istituzioni per trovare risposte.

Tuttavia, mentre si lotta per questo, non possiamo dare tutto per perso. Ci sono cose che possiamo gi� fare ora.

Qui, in questo Centro di Riabilitazione, la convivenza dipende in parte da voi. La sofferenza e la privazione possono rendere il nostro cuore egoista e dar luogo a conflitti, ma abbiamo anche la capacit� di trasformarle in occasione di autentica fraternit�. Aiutatevi tra di voi. Non abbiate paura di aiutarvi fra di voi. Il diavolo cerca la lite, cerca la rivalit�, la divisione, le fazioni. Non fate il suo gioco! Lottate per andare avanti, uniti.

Mi piacerebbe chiedervi anche di portare i miei saluti ai vostri famigliari � alcuni sono qui. � tanto importante la presenza e l�aiuto della famiglia! I nonni, il padre, la madre, i fratelli, la moglie, i figli. Ci ricordano che vale la pena vivere e lottare per un mondo migliore.

Infine, una parola di incoraggiamento a tutti coloro che lavorano in questo Centro: ai dirigenti, agli agenti della Polizia penitenziaria, a tutto il personale. Voi fate un servizio pubblico fondamentale. Avete un compito importante in questo processo di reinserimento. Il compito di rialzare e non di abbassare; di dare dignit� e non di umiliare; di incoraggiare e non di affliggere. Un processo che chiede di abbandonare una logica di buoni e cattivi per passare a una logica centrata sull�aiutare la persona. E questa logica di aiuto alla persona vi salver� da ogni tipo di corruzione e migliorer� le condizioni per tutti. Poich� un processo vissuto cos� ci nobilita, ci incoraggia e ci rialza tutti.

Prima di darvi la benedizione vorrei che pregassimo in silenzio un momento, in silenzio ciascuno nel suo cuore. Ciascuno sa come farlo...

Per favore, vi chiedo di continuare a pregare per me, perch� ho anch�io i miei errori e devo fare penitenza. Grazie.

E che Dio nostro Padre guardi il nostro cuore. E che Dio nostro Padre che ci ama ci dia la sua forza, la sua pazienza, la sua tenerezza di Padre, ci benedica. Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo.

E non dimenticatevi di pregare per me. Grazie!

Discorso del Santo Padre in occasione della Visita al Centro di Rieducazione Santa Cruz-Palmasola e Incontro con i Vescovi della Bolivia - Viaggio Apostolico in Ecuador, Bolivia e Paraguay - 10/07/2015


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Ges� � venuto a mostrarci, a rendere visibile l�amore che Dio ha per noi. Un amore attivo, reale. Un amore che ha preso sul serio la realt� dei suoi. Un amore che guarisce, perdona, rialza, cura. Un amore che si avvicina e restituisce dignit�. Una dignit� che possiamo perdere in molti modi e forme. Ma Ges� � un ostinato in questo: ha dato la vita per questo, per restituirci l�identit� perduta. Per rivestirci con tutta la sua forza di dignit�.

- Papa Francesco -