Visita alla Comunit� Anglicana nella Chiesa �All Saints�� di Roma
Cari fratelli e sorelle,
vi ringrazio per il gentile invito a celebrare insieme questo anniversario parrocchiale. Sono trascorsi pi� di duecento anni da quando si tenne a Roma il primo servizio liturgico pubblico anglicano per un gruppo di residenti inglesi che vivevano in questa parte della citt�. Molto, a Roma e nel mondo, � cambiato da allora. Nel corso di questi due secoli molto � cambiato anche tra Anglicani e Cattolici, che nel passato si guardavano con sospetto e ostilit�; oggi, grazie a Dio, ci riconosciamo come veramente siamo: fratelli e sorelle in Cristo, mediante il nostro comune battesimo. Come amici e pellegrini desideriamo camminare insieme, seguire insieme il nostro Signore Ges� Cristo.
Mi avete invitato a benedire la nuova icona di Cristo Salvatore. Cristo ci guarda, e il suo sguardo posato su di noi � uno sguardo di salvezza, di amore e di compassione. � lo stesso sguardo misericordioso che trafisse il cuore degli Apostoli, che iniziarono un cammino di vita nuova per seguire e annunciare il Maestro. In questa santa immagine Ges�, guardandoci, sembra rivolgere anche a noi una chiamata, un appello: �Sei pronto a lasciare qualcosa del tuo passato per me? Vuoi essere messaggero del mio amore, della mia misericordia?�.
La misericordia divina � la sorgente di tutto il ministero cristiano. Ce lo dice l�Apostolo Paolo, rivolgendosi ai Corinzi, nella lettura che abbiamo appena ascoltato. Egli scrive: �Avendo questo ministero, secondo la misericordia che ci � stata accordata, non ci perdiamo d�animo� (2 Cor 4,1). In effetti, san Paolo non ha sempre avuto un rapporto facile con la comunit� di Corinto, come dimostrano le sue lettere. Ci fu anche una visita dolorosa a questa comunit� e parole concitate vennero scambiate per iscritto. Ma questo brano mostra l�Apostolo che supera le divergenze del passato e, vivendo il suo ministero secondo la misericordia ricevuta, non si rassegna davanti alle divisioni ma si spende per la riconciliazione. Quando noi, comunit� di cristiani battezzati, ci troviamo di fronte a disaccordi e ci poniamo davanti al volto misericordioso di Cristo per superarli, facciamo proprio come ha fatto san Paolo in una delle prime comunit� cristiane.
Come si cimenta Paolo in questo compito, da dove comincia? Dall�umilt�, che non � solo una bella virt�, � una questione di identit�: Paolo si comprende come un servitore, che non annuncia s� stesso, ma Cristo Ges� Signore (v. 5). E compie questo servizio, questo ministero secondo la misericordia che gli � stata accordata (v. 1); non in base alla sua bravura e contando sulle sue forze, ma nella fiducia che Dio lo guarda e sostiene con misericordia la sua debolezza. Diventare umili � decentrarsi, uscire dal centro, riconoscersi bisognosi di Dio, mendicanti di misericordia: � il punto di partenza perch� sia Dio a operare. Un Presidente del Consiglio Ecumenico delle Chiese descrisse l�evangelizzazione cristiana come �un mendicante che dice a un altro mendicante dove trovare il pane� (Dr. D.T. Niles). Credo che san Paolo avrebbe approvato. Egli si sentiva �sfamato dalla misericordia� e la sua priorit� era condividere con gli altri il suo pane: la gioia di essere amati dal Signore e di amarlo.
Questo � il nostro bene pi� prezioso, il nostro tesoro, e in questo contesto Paolo introduce una delle sue immagini pi� note, che possiamo applicare a tutti noi: �Abbiamo questo tesoro in vasi di creta� (v. 7). Siamo solo vasi di creta, ma custodiamo dentro di noi il pi� grande tesoro del mondo. I Corinzi sapevano bene che era sciocco preservare qualcosa di prezioso in vasi di creta, che erano a buon mercato, ma si crepavano facilmente. Tenere al loro interno qualcosa di pregiato voleva dire rischiare di perderlo. Paolo, peccatore graziato, umilmente riconosce di essere fragile come un vaso di creta. Ma ha sperimentato e sa che proprio l�, dove la miseria umana si apre all�azione misericordiosa di Dio, il Signore opera meraviglie. Cos� opera la �straordinaria potenza� di Dio (v. 7).
Fiducioso in questa umile potenza, Paolo serve il Vangelo. Parlando di alcuni suoi avversari a Corinto, li chiamer� �superapostoli� (2 Cor 12,11), forse, e con una certa ironia, perch� lo avevano criticato per le sue debolezze, da cui loro si ritenevano esenti. Paolo, invece, insegna che solo riconoscendoci deboli vasi di creta, peccatori sempre bisognosi di misericordia, il tesoro di Dio si riversa in noi e sugli altri mediante noi. Altrimenti, saremo soltanto pieni di tesori nostri, che si corrompono e marciscono in vasi apparentemente belli. Se riconosciamo la nostra debolezza e chiediamo perdono, allora la misericordia risanatrice di Dio risplender� dentro di noi e sar� pure visibile al di fuori; gli altri avvertiranno in qualche modo, tramite noi, la bellezza gentile del volto di Cristo.
A un certo punto, forse nel momento pi� difficile con la comunit� di Corinto, Paolo cancell� una visita che aveva in programma di farvi, rinunciando anche alle offerte che avrebbe ricevuto (2 Cor 1,15-24). Esistevano tensioni nella comunione, ma non ebbero l�ultima parola. Il rapporto si rimise in sesto e l�Apostolo accett� l�offerta per il sostegno della Chiesa di Gerusalemme. I cristiani di Corinto ripresero a operare insieme alle altre comunit� visitate da Paolo, per sostenere chi era nel bisogno. Questo � un segno forte di comunione ripristinata. Anche l�opera che la vostra comunit� svolge insieme ad altre di lingua inglese qui a Roma pu� essere vista in questo modo. Una comunione vera e solida cresce e si irrobustisce quando si agisce insieme per chi ha bisogno. Attraverso la testimonianza concorde della carit�, il volto misericordioso di Ges� si rende visibile nella nostra citt�.
Cattolici e Anglicani, siamo umilmente grati perch�, dopo secoli di reciproca diffidenza, siamo ora in grado di riconoscere che la feconda grazia di Cristo � all�opera anche negli altri. Ringraziamo il Signore perch� tra i cristiani � cresciuto il desiderio di una maggiore vicinanza, che si manifesta nel pregare insieme e nella comune testimonianza al Vangelo, soprattutto attraverso varie forme di servizio. A volte, il progresso nel cammino verso la piena comunione pu� apparire lento e incerto, ma oggi possiamo trarre incoraggiamento dal nostro incontro. Per la prima volta un Vescovo di Roma visita la vostra comunit�. � una grazia e anche una responsabilit�: la responsabilit� di rafforzare le nostre relazioni a lode di Cristo, a servizio del Vangelo e di questa citt�.
Incoraggiamoci gli uni gli altri a diventare discepoli sempre pi� fedeli di Ges�, sempre pi� liberi dai rispettivi pregiudizi del passato e sempre pi� desiderosi di pregare per e con gli altri. Un bel segno di questa volont� � il �gemellaggio� realizzato tra la vostra parrocchia di All Saints e quella cattolica di Ognissanti. I Santi di ogni confessione cristiana, pienamente uniti nella Gerusalemme di lass�, ci aprano la via per percorrere quaggi� tutte le possibili vie di un cammino cristiano fraterno e comune. Dove ci si riunisce nel nome di Ges�, Egli � l� (cfr Mt 18,20), e rivolgendo il suo sguardo di misericordia chiama a spendersi per l�unit� e per l�amore. Che il volto di Dio splenda su di voi, sulle vostre famiglie e su tutta questa comunit�!
Omelia del Santo Padre durante la Visita alla Comunit� Anglicana nella Chiesa �All Saints�� di Roma - 26/02/2017
Tutte le frasi tratte da "Visita alla Comunit� Anglicana nella Chiesa �All Saints�� di Roma"
La gioia di essere amati dal Signore e di amarlo. Questo � il nostro bene pi� prezioso, il nostro tesoro [...]. Siamo solo vasi di creta, ma custodiamo dentro di noi il pi� grande tesoro del mondo.

- Papa Francesco -