Citazione spirituale

Santa Messa del giorno nella Solennit� del Natale del Signore

Sorelle e fratelli carissimi!

�Prorompete insieme in canti di gioia� (Is 52,9), grida il messaggero di pace a chi si trova fra le rovine di una citt� interamente da ricostruire. Anche se impolverati e feriti, i suoi piedi sono belli � scrive il profeta (cfr Is 52,7) � perch�, attraverso strade lunghe e dissestate, hanno portato un annuncio lieto, in cui ora tutto rinasce. � un nuovo giorno! Anche noi partecipiamo di questa svolta, alla quale nessuno sembra credere ancora: la pace esiste ed � gi� in mezzo a noi.

�Vi lascio la pace, vi do la mia pace. Non come la d� il mondo, io la do a voi� (Gv 14,27). Cos� Ges� disse ai discepoli, ai quali aveva da poco lavato i piedi, messaggeri di pace che da l� in poi avrebbero dovuto correre attraverso il mondo, senza stancarsi, per rivelare a tutti il �potere di diventare figli di Dio� (Gv 1,12). Oggi, dunque, non soltanto siamo sorpresi dalla pace che � gi� qui, ma celebriamo come questo dono ci � stato fatto. Nel come, infatti, brilla la differenza divina che ci fa prorompere in canti di gioia. Cos�, in tutto il mondo, il Natale � per eccellenza una festa di musiche e di canti.

Anche il prologo del quarto Vangelo � un inno e ha per protagonista il Verbo di Dio. Il �verbo� � una parola che agisce. Questa � una caratteristica della Parola di Dio: non � mai senza effetto. A ben vedere, anche molte delle nostre parole producono effetti, a volte indesiderati. S�, le parole agiscono. Ma ecco la sorpresa che la liturgia del Natale ci pone di fronte: il Verbo di Dio appare e non sa parlare, viene a noi come neonato che soltanto piange e vagisce. �Si fece carne� (Gv 1,14) e, sebbene crescer� e un giorno imparer� la lingua del suo popolo, ora a parlare � solo la sua semplice, fragile presenza. �Carne� � la radicale nudit� cui a Betlemme e sul Calvario manca anche la parola; come parola non hanno tanti fratelli e sorelle spogliati della loro dignit� e ridotti al silenzio. La carne umana chiede cura, invoca accoglienza e riconoscimento, cerca mani capaci di tenerezza e menti disposte all�attenzione, desidera parole buone.

�Venne fra i suoi, e i suoi non lo hanno accolto. A quanti per� lo hanno accolto ha dato potere di diventare figli di Dio� (Gv 1,11). Ecco il modo paradossale in cui la pace � gi� fra noi: il dono di Dio � coinvolgente, cerca accoglienza e attiva la dedizione. Ci sorprende perch� si espone al rifiuto, ci incanta perch� ci strappa all�indifferenza. � un vero potere quello di diventare figli di Dio: un potere che rimane sepolto finch� stiamo distaccati dal pianto dei bambini e dalla fragilit� degli anziani, dal silenzio impotente delle vittime e dalla rassegnata malinconia di chi fa il male che non vuole.

Come scrisse l�amato Papa Francesco, per richiamarci alla gioia del Vangelo: �A volte sentiamo la tentazione di essere cristiani mantenendo una prudente distanza dalle piaghe del Signore. Ma Ges� vuole che tocchiamo la miseria umana, che tocchiamo la carne sofferente degli altri. Aspetta che rinunciamo a cercare quei ripari personali o comunitari che ci permettono di mantenerci a distanza dal nodo del dramma umano, affinch� accettiamo veramente di entrare in contatto con l�esistenza concreta degli altri e conosciamo la forza della tenerezza� (Esort. ap. Evangelii gaudium, 270).

Cari fratelli e sorelle, poich� il Verbo si fece carne, ora la carne parla, grida il desiderio divino di incontrarci. Il Verbo ha stabilito fra noi la sua fragile tenda. E come non pensare alle tende di Gaza, da settimane esposte alle piogge, al vento e al freddo, e a quelle di tanti altri profughi e rifugiati in ogni continente, o ai ripari di fortuna di migliaia di persone senza dimora, dentro le nostre citt�? Fragile � la carne delle popolazioni inermi, provate da tante guerre in corso o concluse lasciando macerie e ferite aperte. Fragili sono le menti e le vite dei giovani costretti alle armi, che proprio al fronte avvertono l�insensatezza di ci� che � loro richiesto e la menzogna di cui sono intrisi i roboanti discorsi di chi li manda a morire.

Quando la fragilit� altrui ci penetra il cuore, quando il dolore altrui manda in frantumi le nostre certezze granitiche, allora gi� inizia la pace. La pace di Dio nasce da un vagito accolto, da un pianto ascoltato: nasce fra rovine che invocano nuove solidariet�, nasce da sogni e visioni che, come profezie, invertono il corso della storia. S�, tutto questo esiste, perch� Ges� � il Logos, il senso da cui tutto ha preso forma. �Tutto � stato fatto per mezzo di lui e senza di lui nulla � stato fatto di ci� che esiste� (Gv 1,3). Questo mistero ci interpella dai presepi che abbiamo costruito, ci apre gli occhi su un mondo in cui la Parola risuona ancora, �molte volte e in diversi modi� (cfr Eb 1,1), e ancora ci chiama a conversione.

Certo, il Vangelo non nasconde la resistenza delle tenebre alla luce, descrive il cammino della Parola di Dio come una strada impervia, disseminata di ostacoli. Fino a oggi gli autentici messaggeri di pace seguono il Verbo su questa via, che infine raggiunge i cuori: cuori inquieti, che spesso desiderano proprio ci� a cui resistono. Cos� il Natale rimotiva una Chiesa missionaria, sospingendola sui sentieri che la Parola di Dio le ha tracciato. Non serviamo una parola prepotente � ne risuonano gi� dappertutto � ma una presenza che suscita il bene, ne conosce l�efficacia, non se ne arroga il monopolio.

Ecco la strada della missione: una strada verso l�altro. In Dio ogni parola � parola rivolta, � un invito alla conversazione, parola mai uguale a s� stessa. � il rinnovamento che il Concilio Vaticano II ha promosso e che vedremo fiorire solo camminando insieme all�intera umanit�, mai separandocene. Mondano � il contrario: avere per centro s� stessi. Il movimento dell�Incarnazione � un dinamismo di conversazione. Ci sar� pace quando i nostri monologhi si interromperanno e, fecondati dall�ascolto, cadremo in ginocchio davanti alla nuda carne altrui. La Vergine Maria � proprio in questo la Madre della Chiesa, la Stella dell�evangelizzazione, la Regina della pace. In lei comprendiamo che nulla nasce dall�esibizione della forza e tutto rinasce dalla silenziosa potenza della vita accolta.

Omelia del Santo Padre Leone XIV alla Santa Messa del giorno nella Solennit� del Natale del Signore - 25/12/2025


Tutte le frasi tratte da "Santa Messa del giorno nella Solennit� del Natale del Signore"


Quando la fragilit� altrui ci penetra il cuore, quando il dolore altrui manda in frantumi le nostre certezze granitiche, allora gi� inizia la pace.

- Papa Leone XIV -



� un vero potere quello di diventare figli di Dio: un potere che rimane sepolto finch� stiamo distaccati dal pianto dei bambini e dalla fragilit� degli anziani, dal silenzio impotente delle vittime e dalla rassegnata malinconia di chi fa il male che non vuole.

- Papa Leone XIV -



�Carne� � la radicale nudit� cui a Betlemme e sul Calvario manca anche la parola; come parola non hanno tanti fratelli e sorelle spogliati della loro dignit� e ridotti al silenzio.

- Papa Leone XIV -