Angelus in Piazza San Pietro
Cari fratelli e sorelle, buona domenica!
La parabola che ascoltiamo oggi dal Vangelo (Lc 16,1-13) ci fa riflettere sull�uso dei beni materiali e, pi� in generale, su come stiamo amministrando il bene pi� prezioso di tutti, che � la nostra stessa vita.
Nel racconto vediamo che un amministratore viene chiamato dal padrone a �rendere conto�. Si tratta di un�immagine che ci comunica qualcosa di importante: noi non siamo padroni della nostra vita n� dei beni di cui godiamo; tutto ci � stato dato in dono dal Signore e Lui ha affidato questo patrimonio alla nostra cura, alla nostra libert� e responsabilit�. Un giorno saremo chiamati a rendere conto di come abbiamo amministrato noi stessi, i nostri beni e le risorse della terra, sia davanti a Dio sia davanti agli uomini, alla societ� e soprattutto a chi verr� dopo di noi.
L�amministratore della parabola ha cercato semplicemente il proprio guadagno e, quando arriva il giorno in cui deve rendere conto e l�amministrazione gli viene tolta, deve pensare a che cosa fare per il suo futuro. In questa situazione difficile, egli comprende che non � l�accumulo dei beni materiali il valore pi� importante, perch� le ricchezze di questo mondo passano; e, allora, si fa venire un�idea brillante: chiama i debitori e �taglia� i loro debiti, rinunciando quindi alla parte che sarebbe spettata proprio a lui. In questo modo, perde la ricchezza materiale ma guadagna degli amici, che saranno pronti ad aiutarlo e a sostenerlo.
Prendendo spunto dal racconto, Ges� ci esorta: �Fatevi degli amici con la ricchezza disonesta, perch�, quando questa verr� a mancare, essi vi accolgano nelle dimore eterne� (v. 9).
Infatti, l�amministratore della parabola, pur nella gestione della disonesta ricchezza di questo mondo, riesce a trovare un modo per farsi degli amici, uscendo dalla solitudine del proprio egoismo; tanto pi� noi, che siamo discepoli e viviamo nella luce del Vangelo, dobbiamo usare i beni del mondo e la nostra stessa vita pensando alla ricchezza vera, che � l�amicizia con il Signore e con i fratelli.
Carissimi, la parabola ci invita a chiederci: come stiamo amministrando i beni materiali, le risorse della terra e la nostra stessa vita che Dio ci ha affidato? Possiamo seguire il criterio dell�egoismo, mettendo la ricchezza al primo posto e pensando solo a noi stessi; ma questo ci isola dagli altri e sparge il veleno di una competizione che spesso genera conflitti. Oppure possiamo riconoscere tutto ci� che abbiamo come dono di Dio da amministrare, e usarlo come strumento di condivisione, per creare reti di amicizia e solidariet�, per edificare il bene, per costruire un mondo pi� giusto, pi� equo e pi� fraterno.
Preghiamo la Vergine Santa, perch� interceda per noi e ci aiuti ad amministrare bene ci� che il Signore ci affida, con giustizia e responsabilit�.
Discorso pronunciato da papa Leone XIV durante l'Angelus in Piazza San Pietro - 21/09/2025
Tutte le frasi tratte da "Angelus in Piazza San Pietro"
Possiamo riconoscere tutto ci� che abbiamo come dono di Dio da amministrare, e usarlo come strumento di condivisione, per creare reti di amicizia e solidariet�, per edificare il bene, per costruire un mondo pi� giusto, pi� equo e pi� fraterno.

- Papa Leone XIV -
Noi, che siamo discepoli e viviamo nella luce del Vangelo, dobbiamo usare i beni del mondo e la nostra stessa vita pensando alla ricchezza vera, che � l�amicizia con il Signore e con i fratelli.

- Papa Leone XIV -
Un giorno saremo chiamati a rendere conto di come abbiamo amministrato noi stessi, i nostri beni e le risorse della terra, sia davanti a Dio sia davanti agli uomini, alla societ� e soprattutto a chi verr� dopo di noi.

- Papa Leone XIV -