Citazione spirituale

Omelia di papa Leone XIV

Sorelle e fratelli carissimi,

oggi non � domenica, ma in modo diverso celebriamo la Pasqua di Ges� che cambia la storia. In Maria di Nazaret c�� la nostra storia, la storia della Chiesa immersa nella comune umanit�. Incarnandosi in essa il Dio della vita, il Dio della libert� ha vinto la morte. S�, oggi contempliamo come Dio vince la morte, mai senza di noi. Suo � il regno, ma nostro � il �s� al suo amore che tutto pu� cambiare. Sulla croce Ges� liberamente ha pronunciato il �s� che doveva svuotare di potere la morte, quella morte che ancora dilaga quando le nostre mani crocifiggono e i nostri cuori sono prigionieri della paura, della diffidenza. Sulla croce la fiducia ha vinto, ha vinto l�amore che vede ci� che ancora non c��, ha vinto il perdono.

E Maria c�era: era l�, unita al Figlio. Possiamo oggi intuire che Maria siamo noi quando non fuggiamo, siamo noi quando rispondiamo col nostro �s� al suo �s�. Nei martiri del nostro tempo, nei testimoni di fede e di giustizia, di mitezza e di pace, quel �s� vive ancora e ancora contrasta la morte. Cos� questo giorno di gioia � un giorno che ci impegna a scegliere come e per chi vivere.

La liturgia di questa festa dell�Assunta ci ha proposto il brano evangelico della Visitazione. San Luca trasmette in questa pagina la memoria di un momento cruciale nella vocazione di Maria. � bello ritornare a quel momento nel giorno in cui celebriamo il traguardo della sua esistenza. Ogni storia, anche quella della Madre di Dio, sulla terra � breve e finisce. Nulla per� va disperso. Cos�, quando una vita si chiude, la sua unicit� brilla pi� chiara. Il Magnificat, che il Vangelo pone sulle labbra della giovane Maria, ora sprigiona la luce di tutti i suoi giorni. Un singolo giorno, quello dell�incontro con la cugina Elisabetta, contiene il segreto di ogni altro giorno, di ogni altra stagione. E le parole non bastano: occorre un canto, che nella Chiesa continua a essere cantato, �di generazione in generazione� (Lc 1,50), al tramonto di ogni giornata. La fecondit� sorprendente della sterile Elisabetta conferm� Maria nella sua fiducia: le anticip� la fecondit� del suo �s�, che si prolunga nella fecondit� della Chiesa e dell�intera umanit�, quando � accolta la Parola rinnovatrice di Dio. Quel giorno due donne si incontrarono nella fede, poi rimasero tre mesi insieme a sostenersi, non solo nelle cose pratiche, ma in un nuovo modo di leggere la storia.

Cos�, sorelle e fratelli, la Risurrezione entra anche oggi nel nostro mondo. Le parole e le scelte di morte sembrano prevalere, ma la vita di Dio interrompe la disperazione attraverso concrete esperienze di fraternit�, attraverso nuovi gesti di solidariet�. Prima di essere il nostro destino ultimo, infatti, la Risurrezione modifica � anima e corpo � il nostro abitare la terra. Il canto di Maria, il suo Magnificat, rafforza nella speranza gli umili, gli affamati, i servi operosi di Dio. Sono le donne e gli uomini delle Beatitudini, che ancora nella tribolazione gi� vedono l�invisibile: i potenti rovesciati dai troni, i ricchi a mani vuote, le promesse di Dio realizzate. Si tratta di esperienze che, in ogni comunit� cristiana, dobbiamo tutti poter dire di aver vissuto. Sembrano impossibili, ma la Parola di Dio ancora viene alla luce. Quando nascono i legami con cui opponiamo al male il bene, alla morte la vita, allora vediamo che nulla � impossibile con Dio (cfr Lc 1,37).

A volte, purtroppo, dove prevalgono le sicurezze umane, un certo benessere materiale e quella rilassatezza che addormenta le coscienze, questa fede pu� invecchiare. Allora subentra la morte, nelle forme della rassegnazione e del lamento, della nostalgia e dell�insicurezza. Invece di vedere il mondo vecchio finire, se ne cerca ancora il soccorso: il soccorso dei ricchi, dei potenti, che in genere si accompagna al disprezzo dei poveri e degli umili. La Chiesa, per�, vive nelle sue fragili membra, ringiovanisce grazie al loro Magnificat. Anche oggi le comunit� cristiane povere e perseguitate, i testimoni della tenerezza e del perdono nei luoghi di conflitto, gli operatori di pace e i costruttori di ponti in un mondo a pezzi sono la gioia della Chiesa, sono la sua permanente fecondit�, le primizie del Regno che viene. Molti di loro sono donne, come l�anziana Elisabetta e la giovane Maria: donne pasquali, apostole della Risurrezione. Lasciamoci convertire dalla loro testimonianza!

Fratelli e sorelle, quando in questa vita �scegliamo la vita� (cfr Dt 30,19), allora in Maria, assunta in Cielo, abbiamo ragione di vedere il nostro destino. Lei ci � donata come il segno che la Risurrezione di Ges� non � stata un caso isolato, un�eccezione. Tutti, in Cristo, possiamo inghiottire la morte (cfr 1Cor 15,54). Certo, � un�opera di Dio, non nostra. Tuttavia, Maria � quell�intreccio di grazia e libert� che sospinge ognuno di noi alla fiducia, al coraggio, al coinvolgimento nella vita di un popolo. �Grandi cose ha fatto per me l�Onnipotente� (Lc 1,49): possa ognuno di noi sperimentare questa gioia e testimoniarla con un canto nuovo. Non abbiamo paura di scegliere la vita! Pu� sembrare in genere pericoloso, imprudente. Quante voci sono sempre l� a sussurrarci: �Chi te lo fa fare? Lascia perdere! Pensa ai tuoi interessi�. Queste sono voci di morte. Noi invece siamo discepoli di Cristo. � il suo amore che ci spinge, anima e corpo, nel nostro tempo. Come singoli e come Chiesa noi non viviamo pi� per noi stessi. � proprio questo � � solo questo � a diffondere la vita e a far prevalere la vita. La nostra vittoria sulla morte inizia fin da ora.

Omelia di papa Leone XIV alla Santa Messa nella Solennit� dell�Assunzione della Beata Vergine Maria - 15/08/2025


Tutte le frasi tratte da "Omelia di papa Leone XIV"


Prima di essere il nostro destino ultimo la Risurrezione modifica � anima e corpo � il nostro abitare la terra.

- Papa Leone XIV -



Oggi contempliamo come Dio vince la morte, mai senza di noi. Suo � il regno, ma nostro � il �s� al suo amore che tutto pu� cambiare.

- Papa Leone XIV -



�Grandi cose ha fatto per me l�Onnipotente� (Lc 1,49): possa ognuno di noi sperimentare questa gioia e testimoniarla con un canto nuovo. Non abbiamo paura di scegliere la vita!

- Papa Leone XIV -