Citazione spirituale

Omelia di papa Leone XIV

Sorelle e fratelli carissimi,

l�apostolo Paolo si rivolge oggi a ciascuno di noi, come a Timoteo: �Ricordati di Ges� Cristo, risorto dai morti, discendente di Davide� (2Tm 2,8). La spiritualit� mariana, che nutre la nostra fede, ha Ges� come centro. Come la domenica, che apre ogni nuova settimana nell�orizzonte della sua Risurrezione dai morti. �Ricordati di Ges� Cristo�: questo solo conta, questo fa la differenza tra le spiritualit� umane e la via di Dio. In �catene come un malfattore� (v. 9), Paolo ci raccomanda di non perdere il centro, di non svuotare il nome di Ges� della sua storia, della sua croce. Ci� che noi riteniamo eccessivo e crocifiggiamo, Dio lo risuscita perch� �non pu� rinnegare s� stesso� (v. 13). Ges� � la fedelt� di Dio, la fedelt� di Dio a s� stesso. Bisogna dunque che la domenica ci renda cristiani, riempia cio� della memoria incandescente di Ges� il sentire e il pensare, modificando il nostro vivere insieme, il nostro abitare la terra. Ogni spiritualit� cristiana si sviluppa da questo fuoco e contribuisce a renderlo pi� vivo.

La Lettura dal Secondo Libro dei Re (5,14-17) ci ha ricordato la guarigione di Naam�n, il Siro. Ges� stesso comment� questo brano nella sinagoga di Nazaret (cfr Lc 4,27) e l�effetto della sua interpretazione sulla gente del paese fu sconcertante. Dire che Dio aveva salvato quello straniero malato di lebbra piuttosto che quelli che c�erano in Israele scaten� una reazione generale: �Tutti nella sinagoga si riempirono di sdegno. Si alzarono e lo cacciarono fuori della citt� e lo condussero fin sul ciglio del monte, sul quale era costruita la loro citt�, per gettarlo gi�� (Lc 4,28-29). L�Evangelista non fa cenno alla presenza di Maria, che poteva trovarsi l� e provare ci� le era stato annunciato dall�anziano Simeone, quando aveva portato il neonato Ges� al tempio: �Ecco, egli � qui per la caduta e la risurrezione di molti in Israele e come segno di contraddizione � e anche a te una spada trafigger� l�anima �, affinch� siano svelati i pensieri di molti cuori� (Lc 2,34-35).

S�, carissimi, �la parola di Dio � viva, efficace e pi� tagliente di ogni spada a doppio taglio; essa penetra fino al punto di divisione dell�anima e dello spirito, fino alle giunture e alle midolla, e discerne i sentimenti e i pensieri del cuore� ( Eb 4,12). Cos�, Papa Francesco vide a sua volta nella vicenda di Naam�n il Siro una parola penetrante e attuale per la vita della Chiesa. Parlando alla Curia Romana, disse: �Quest�uomo � costretto a convivere con un dramma terribile: � lebbroso. La sua armatura, quella stessa che gli procura fama, in realt� copre un�umanit� fragile, ferita, malata. Questa contraddizione spesso la ritroviamo nelle nostre vite: a volte i grandi doni sono l�armatura per coprire grandi fragilit�. [�] Se Naam�n avesse continuato solo ad accumulare medaglie da mettere sulla sua armatura, alla fine sarebbe stato divorato dalla lebbra: apparentemente vivo, s�, ma chiuso e isolato nella sua malattia�. [1]

Da questo pericolo ci libera Ges�, Lui che non porta armature, ma nasce e muore nudo; Lui che offre il suo dono senza costringere i lebbrosi guariti a riconoscerlo: soltanto un samaritano, nel Vangelo, sembra rendersi conto di essere stato salvato (cfr Lc 17,11-19). Forse, meno titoli si possono vantare, pi� � chiaro che l�amore � gratuito. Dio � puro dono, sola grazia, ma quante voci e convinzionipossono separarci anche oggi da questa nuda e dirompente verit�!

Fratelli e sorelle, la spiritualit� mariana � a servizio del Vangelo: ne svela la semplicit�. L�affetto per Maria di Nazaret ci rende con lei discepoli di Ges�, ci educa a tornare a Lui, a meditare e collegare i fatti della vita nei quali il Risorto ancora ci visita e ci chiama. La spiritualit� mariana ci immerge nella storia su cui il cielo si � aperto, ci aiuta a vedere i superbi dispersi nei pensieri del loro cuore, i potenti rovesciati dai troni, i ricchi rimandati a mani vuote. Ci impegna a ricolmare di beni gli affamati, a innalzare gli umili, a ricordarci la misericordia di Dio e a confidare nella potenza del suo braccio (cfr Lc 1,51-54). Il suo Regno, infatti, viene coinvolgendoci, proprio come a Maria ha chiesto il �s�, pronunciato una volta e poi rinnovato di giorno in giorno.

I lebbrosi che nel Vangelo non tornano a ringraziare, infatti, ci ricordano che la grazia di Dio pu� anche raggiungerci e non trovare risposta, pu� guarirci e non coinvolgerci. Guardiamoci, dunque, da quel salire al tempio che non ci mette alla sequela di Ges�. Esistono forme di culto che non ci legano agli altri e ci anestetizzano il cuore. Allora non viviamo veri incontri con coloro che Dio pone sul nostro cammino; non partecipiamo, come ha fatto Maria, al cambiamento del mondo e alla gioia del Magnificat. Guardiamoci da ogni strumentalizzazione della fede, che rischia di trasformare i diversi � spesso i poveri � in nemici, in �lebbrosi� da evitare e respingere.

Il cammino di Maria � dietro a Ges�, e quello di Ges� � verso ogni essere umano, specialmente verso chi � povero, ferito, peccatore. Per questo la spiritualit� mariana autentica rende attuale nella Chiesa la tenerezza di Dio, la sua maternit�. �Perch� � come leggiamo nell�Esortazione apostolica Evangelii gaudium � ogni volta che guardiamo a Maria torniamo a credere nella forza rivoluzionaria della tenerezza e dell�affetto. In lei vediamo che l�umilt� e la tenerezza non sono virt� dei deboli ma dei forti, i quali non hanno bisogno di maltrattare gli altri per sentirsi importanti. Guardando a lei scopriamo che colei che lodava Dio perch� �ha rovesciato i potenti dai troni� e �ha rimandato i ricchi a mani vuote� (Lc 1,52-53) � la stessa che assicura calore domestico alla nostra ricerca di giustizia� (n. 288).

Carissimi, in questo mondo assetato di giustizia e di pace, teniamo viva la spiritualit� cristiana, la devozione popolare a quei fatti e a quei luoghi che, benedetti da Dio, hanno cambiato per sempre la faccia della terra. Facciamone un motore di rinnovamento e di trasformazione, come chiede il Giubileo, tempo di conversione e di restituzione, di ripensamento e di liberazione. Interceda per noi Maria Santissima, nostra speranza, e ancora e per sempre ci orienti a Ges�, il crocifisso Signore. In lui c�� salvezza per tutti.

Omelia della Santa Messa in occasione del Giubileo della Spiritualit� Mariana - 12/10/2025


Tutte le frasi tratte da "Omelia di papa Leone XIV"


Dio � puro dono, sola grazia, ma quante voci e convinzioni possono separarci anche oggi da questa nuda e dirompente verit�!

- Papa Leone XIV -



I lebbrosi che nel Vangelo non tornano a ringraziare ci ricordano che la grazia di Dio pu� anche raggiungerci e non trovare risposta, pu� guarirci e non coinvolgerci.

- Papa Leone XIV -



Bisogna che la domenica ci renda cristiani, riempia cio� della memoria incandescente di Ges� il sentire e il pensare, modificando il nostro vivere insieme, il nostro abitare la terra.

- Papa Leone XIV -