Udienza Generale
Cari fratelli e sorelle, buongiorno e benvenuti!
La Pasqua di Cristo illumina il mistero della vita e ci permette di guardarlo con speranza. Questo non � sempre facile o scontato. Molte vite, in ogni parte del mondo, appaiono faticose, dolorose, colme di problemi e di ostacoli da superare. Eppure, l�essere umano riceve la vita come un dono: non la chiede, non la sceglie, la sperimenta nel suo mistero dal primo giorno fino all�ultimo. La vita ha una sua specificit� straordinaria: ci viene offerta, non possiamo darcela da soli, ma va alimentata costantemente: occorre una cura che la mantenga, la dinamizzi, la custodisca, la rilanci.
Si pu� dire che la domanda sulla vita � una delle questioni abissali del cuore umano. Siamo entrati nell�esistenza senza aver fatto niente per deciderlo. Da questa evidenza scaturiscono come un fiume in piena le domande di ogni tempo: chi siamo? Da dove veniamo? Dove andiamo? Quale � il senso ultimo di tutto questo viaggio?
Vivere, in effetti, invoca un senso, una direzione, una speranza. E la speranza agisce come la spinta profonda che ci fa camminare nelle difficolt�, che non ci fa arrendere nella fatica del viaggio, che ci rende certi che il pellegrinaggio dell�esistenza ci conduce a casa. Senza la speranza la vita rischia di apparire come una parentesi tra due notti eterne, una breve pausa tra il prima e il dopo del nostro passaggio sulla terra. Sperare nella vita significa invece pregustare la meta, credere come sicuro ci� che ancora non vediamo e non tocchiamo, fidarci e affidarci all�amore di un Padre che ci ha creato perch� ci ha voluto con amore e ci vuole felici.
Carissimi, c�� nel mondo una malattia diffusa: la mancanza di fiducia nella vita. Come se ci si fosse rassegnati a una fatalit� negativa, di rinuncia. La vita rischia di non rappresentare pi� una possibilit� ricevuta in dono, ma un�incognita, quasi una minaccia da cui preservarsi per non rimanere delusi. Per questo, il coraggio di vivere e di generare vita, di testimoniare che Dio � per eccellenza �l�amante della vita�, come afferma il Libro della Sapienza (11,26), oggi � un richiamo quanto mai urgente.
Nel Vangelo Ges� conferma costantemente la sua premura nel guarire malati, risanare corpi e spiriti feriti, ridare la vita ai morti. Cos� facendo, il Figlio incarnato rivela il Padre: restituisce dignit� ai peccatori, accorda la remissione dei peccati e include tutti, specialmente i disperati, gli esclusi, i lontani nella sua promessa di salvezza.
Generato dal Padre, Cristo � la vita e ha generato vita senza risparmio fino a donarci la sua, e invita anche noi a donare la nostra vita. Generare vuol dire porre in vita qualcun altro. L�universo dei viventi si � espanso attraverso questa legge, che nella sinfonia delle creature conosce un mirabile �crescendo� culminante nel duetto dell�uomo e della donna: Dio li ha creati a propria immagine e ad essi ha affidato la missione di generare pure a sua immagine, cio� per amore e nell�amore.
La Sacra Scrittura, fin dall�inizio, ci rivela che la vita, proprio nella sua forma pi� alta, quella umana, riceve il dono della libert� e diventa un dramma. Cos� le relazioni umane sono segnate anche dalla contraddizione, fino al fratricidio. Caino percepisce il fratello Abele come un concorrente, una minaccia, e nella sua frustrazione non si sente capace di amarlo e di stimarlo. Ed ecco la gelosia, l�invidia, il sangue (Gen 4,1-16). La logica di Dio, invece, � tutt�altra. Dio rimane fedele per sempre al suo disegno di amore e di vita; non si stanca di sostenere l�umanit� anche quando, sulla scia di Caino, obbedisce all�istinto cieco della violenza nelle guerre, nelle discriminazioni, nei razzismi, nelle molteplici forme di schiavit�.
Generare significa allora fidarsi del Dio della vita e promuovere l�umano in tutte le sue espressioni: anzitutto nella meravigliosa avventura della maternit� e della paternit�, anche in contesti sociali nei quali le famiglie faticano a sostenere l�onere del quotidiano, rimanendo spesso frenate nei loro progetti e nei loro sogni. In questa stessa logica, generare � impegnarsi per un�economia solidale, ricercare il bene comune equamente fruito da tutti, rispettare e curare il creato, offrire conforto con l�ascolto, la presenza, l�aiuto concreto e disinteressato.
Sorelle e fratelli, la Risurrezione di Ges� Cristo � la forza che ci sostiene in questa sfida, anche dove le tenebre del male oscurano il cuore e la mente. Quando la vita pare essersi spenta, bloccata, ecco che il Signore Risorto passa ancora, fino alla fine del tempo, e cammina con noi e per noi. Egli � la nostra speranza.
Catechesi del Santo Padre Leone XIV in occasione dell'Udienza Generale - 26/11/2025
Tutte le frasi tratte da "Udienza Generale"
Generato dal Padre, Cristo � la vita e ha generato vita senza risparmio fino a donarci la sua, e invita anche noi a donare la nostra vita.

- Papa Leone XIV -
Sperare nella vita significa pregustare la meta, credere come sicuro ci� che ancora non vediamo e non tocchiamo, fidarci e affidarci all�amore di un Padre che ci ha creato perch� ci ha voluto con amore e ci vuole felici.

- Papa Leone XIV -
Generare significa allora fidarsi del Dio della vita e promuovere l�umano in tutte le sue espressioni [...] � impegnarsi per un�economia solidale, ricercare il bene comune equamente fruito da tutti, rispettare e curare il creato, offrire conforto con l�ascolto, la presenza, l�aiuto concreto e disinteressato.

- Papa Leone XIV -