Incredulit�, sgomento, tristezza: sono questi i sentimenti condivisi in tutto il mondo il 12 agosto 2014 alla notizia del suicidio, a soli 63 anni, di Robin Williams. Il profondo dolore suscitato dal tragico epilogo della sua vita, in stridente contrasto con le esilaranti interpretazioni per le quali � diventato famoso, � la testimonianza della stima e dell'affetto che Robin � riuscito a guadagnarsi, tra i colleghi e presso il grande pubblico, sia come attore sia come persona. Gi� negli anni alla Juilliard School di New York, infatti, o durante la lunga gavetta come comico di cabaret, Robin ha saputo conquistarsi la simpatia dei compagni con il suo carattere estroverso e bizzarro, ma soprattutto grazie all'altruismo e all'umilt�, che sono sempre stati la sua cifra umana. Artista di eccezionale talento, ha strappato pi� di una risata nei panni di Mork, il tenero e stralunato alieno protagonista di una fortunatissima serie televisiva, e del padre-governante di Mrs. Doubtfire , e ha commosso le platee prestando il suo volto e la ricchezza della sua sensibilit� a personaggi come il travolgente DJ di Good Morning, Vietnam , l'appassionato professore di letteratura dell'Attimo fuggente e il poco ortodosso psicologo di Will Hunting - Genio ribelle , ruolo che nel 1998 gli valse l'Oscar come miglior attore non protagonista. E anche all'apice della carriera, non ha mai fatto mancare il proprio sostegno agli amici in difficolt� - primo fra tutti Christopher Reeve, rimasto paralizzato dopo una caduta da cavallo - cos� come si � sempre impegnato con generosit� per associazioni di beneficenza. Nessun'ombra, dunque, nella vita di Robin Williams? Attingendo a testimonianze dirette - interviste alle ex mogli, ai tre figli (Zak, Zelda e Cody) e ai pi� cari amici e colleghi - e a lunghe conversazioni con lui, Dave Itzkoff racconta senza reticenze l'uomo e l'artista, rivelandone, oltre alle evidenti doti, le debolezze nascoste, il bisogno quasi ossessivo di piacere a tutti, il dubbio di non meritare la popolarit� ottenuta, la paura di non essere all'altezza delle aspettative del pubblico. E, pi� drammaticamente, la battaglia tante volte persa contro la dipendenza da alcol e droga, e la profonda depressione che lo attanagliava, aggravata negli ultimi anni dallo spettro della disabilit� associata alla malattia neurodegenerativa da cui era affetto. Chiss� se, con il suo gesto estremo, Robin non ci abbia voluto inconsciamente ripetere l'invito rivolto dal professor John Keating ai suoi allievi, gli intrepidi membri della setta dei poeti estinti: �Cogliete l'attimo, ragazzi. Rendete straordinaria la vostra vita...�.