Questa � la storia di Yannick e Ifem, la storia di due ragazzi. Di mancanze, assenze, abbandoni, di come � difficile credere nella vita quando questa ti toglie pi� di quanto ti d�. Una storia iniziata in un quartiere dove a cadere a pezzi sono le persone prive di impalcature, schiave delle condizioni economiche al punto di attaccarsi al lavoro rinunciando cos� alla vita. Dove chi non ci riesce beve fino ad annullarsi e alza le mani sui figli e sulle mogli dietro imposte serrate. Dove la gente sa e non fa nulla. Perch� addosso tutti hanno l'odore dei poveri e le scarpe consumate di chi � abituato a frenare in bici coi talloni. Una storia di sogni infranti che i figli ereditano dai genitori, partiti dall'Africa per "na Poto", l'Europa, senza sapere che questo paese non � pronto ai loro tratti del viso n� preparato a sostenere le loro ambizioni. Basta avere la pelle un po' pi� scura per essere preso di mira, il taglio degli occhi diverso per sentirsi intruso, un cognome con troppe consonanti per sentirsi gli sguardi addosso. In questa desolazione, Ifem prova a colmare il vuoto che la mangia da dentro con l'amore. Quello per Yannick. Un ragazzo che sembra inarrestabile. "Ifem, non ci fermeremo finch� non capiranno che non siamo neri che si sentono italiani, ma italiani neri" le ripete continuamente. Ma pian piano quell'amore, come tutto attorno a lei, svanisce. Ne rimane solo un'ombra sottile nelle linee immaginarie che lei traccia sulle labbra di lui mentre dorme. Uno dei pochi momenti in cui Yannick sembra quieto. Perch� a fermare la sua corsa � la cocaina. Iniziata per noia, quasi per caso, perch� lui � cresciuto in un quartiere popolare dove tutti almeno una volta hanno provato, anche i preti. E perch� per un attimo la polvere bianca riempie qualsiasi vuoto - ti fa sentire come avessi dentro tutto il ferro della torre Eiffel -, ma poi si porta via tutto. "Chi sta male non lo dice" non � per� solo un pugno nello stomaco, � soprattutto la storia di come i fiori spuntano anche nel cemento. Di come c'� sempre un modo per salvarsi, l'importante � non rinunciare, non smettere mai di amare la vita.