Anche un padre "aspetta" un figlio, ma, all'opposto di una madre, "non percepisce i movimenti fetali, non perde per un istante il respiro mentre capisce che un altro essere vivente lo abita, poich� nessuno lo abita: in un padre non c'� posto. N� sente la vita che arriva: se la ritrova". Stefano ha trentacinque anni e tra qualche mese la sua vita cambier� per sempre. La gravidanza della moglie � il risultato di un percorso a ostacoli innescato da un fortissimo desiderio di maternit� e passato per un'estenuante trafila medica: dopo la grande salita, tutto sembra procedere bene, ma allora perch� Stefano non � felice? Il suo stato, nient'affatto interessante, appena degno di nota, non lo soddisfa: si sente invisibile, inutile - e per giunta braccato dal panico, un animale goffo e ingombrante che non lo lascia mai in pace -, un personaggio secondario che "rimpicciolisce sempre di pi� mentre la madre si diffonde nello spazio, aumenta di volume e sostanza". Con una prima persona originalissima, ironica e divertita, ma anche cos� sincera da risultare spudorata, Sgambati racconta il titubante viaggio di un uomo verso la paternit�, in tutte le sue tappe: la prima sussurrata idea e le mille discussioni che porta con s�, il primo tentativo razionale di mettere al mondo un figlio, la frustrazione di fronte a quell'embrione che non si decide a formarsi, gli esitanti "Che vuoi che sia", i terribili "Arriver�", l'enormit� di una madre che non riesce a essere madre ("Di quanto amore si deve essere capaci per soffrire a tal punto la non esistenza di un altro essere umano?"), le prime, inevitabili, indagini sul corpo di lui e poi di lei, gli avanti e indietro dal reparto Sterilit� dell'ospedale, il girotondo di paura, rabbia e speranza della fecondazione in vitro. E infine l'attesa: il lentissimo avvicinamento all'idea di diventare genitore.