Cosa significa per la mente interrogare se stessa? E cos'�, in fondo, la mente? Sono quesiti classici della filosofia, eppure � difficile dare risposte che non siano solo autorevoli, ma anche definitive. �Una delle poche verit� universali quando si parla di idee pu� essere che le domande sono solitamente migliori delle risposte�, suggerisce Siri Hustvedt, da tempo consapevole che la questione � molto pi� complessa - e affascinante - di quanto non sembri. Armata dell'accuratezza di una studiosa e della passione di una scrittrice, decide di portare il problema mente-corpo sul banco degli imputati della filosofia. L'indagine si snoda tra questioni teoriche e storiografiche, ripercorre gli eventi essenziali per determinare le coordinate del dibattito contemporaneo, scandaglia i fondali della letteratura, scientifica e non. Ecco quindi chiamati a deporre personaggi solitamente trascurati o poco ascoltati - Margaret Cavendish con il suo strano ibrido di panpsichismo e panorganicismo; il Diderot de "Il sogno di d'Alembert"; il Vico de "La Scienza Nuova"; un conoscente qualsiasi colto alla sprovvista - nel tentativo di rendere cristallini alcuni aspetti chiave della condizione umana. Con l'incedere armonioso della narratrice, Siri Hustvedt interpella scienza, natura e cultura per esaminare l'immaginazione, i desideri, le credenze, i sogni che influenzano la coscienza e riempiono di vita gli esseri umani. Quale sar� il verdetto sulla mente, il cervello, il corpo, il pensiero? Impossibile emettere una sentenza: solo attraverso il dubbio si pu� osservare la realt� e imparare qualcosa in pi� su se stessi e sul mondo. Dalle sensazioni del feto alle relazioni intersoggettive che plasmano la nostra persona, dall'esperienza dell'essere vivi ai tentativi di intelligenza artificiale: con "Le illusioni della certezza" Siri Hustvedt affronta coraggiosamente la questione irrisolta del problema mente-corpo che tanto a lungo ha distorto e confuso il pensiero contemporaneo.