Liturgia della bellezza
(Riflessi Gold)EAN 9788825023862
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Rossella Notarfrancesco il 18 aprile 2013 alle 11:10 ha scritto:
Queste meditazioni sotto molti aspetti mi hanno riportato con la memoria alla �Maest�� di Simone Martini. E� una considerazione personalissima!
Si tratta di un�analogia che deriva da una serie di simboli che sembrano convergere. Innanzitutto le figure della composizione del Martini si stagliano su un cielo che evoca �la notte di veglia�, una delle prime tematiche che l�autrice affronta nel testo e che ci fa capire che la veglia di Dio sull�umanit� ha carattere paterno e quindi sempiterno. Un invito alla vigilanza che si estende quindi alla Chiesa e ad ogni cristiano. Qui ritorna ancora un� analogia con il Martini che nella sua composizione sceglie di estendere questa vigilanza anche ad una serie di figure in cui si riconosce la collettivit� religiosa.
Il secondo elemento comune � quello di una luce diffusa sull�umanit�; una luce che rimanda ad una gioia trascendente che l�artista toscano mescola sapientemente ad una nobile malinconia, presagio del momento della Croce. Quasi una maniera per dire che Ges� porta una gioia che ha un parametro nuovo � l�amore- e vive in stretta relazione con il sacrificio; da questo si arriva al senso del sacrificarsi con gioia.
Un altro simbolo che l�autrice analizza � quello della tenda che diventa un preludio all�incontro con un Dio che ha pensato ad un�umanit� pellegrina. Il sontuoso baldacchino del Martini rende pienamente quest�idea di una dignit� che affonda le sue radici in una patria lontana e per questo diventa inalienabile.
Altro simbolo evidenziato � quello della cella concepita anche come luogo del silenzio e dell�intimit� con Dio. Anche questo elemento converge con la composizione di Martini perch� bench� le figure siano tante vengono concepite nella loro orante individualit�: ciascuno vive del suo raccoglimento e la solitudine diventa un nuovo modo per incontrare l�altro.
Poi mi ha colpito il discorso sul velo e quindi le citazioni che vanno dal Cantico dei cantici fino ad una splendida poesia di David Maria Turoldo.
Ovviamente si tratta di uno di quei testi che vanno digeriti perch� � molto breve e le letture che si concludono in una sera rischiano di essere interpretate con molta superficialit�. E� denso di riferimenti biblici e ci sono citazioni molto davvero interessanti che aprono ad una nuova estetica.
Quindi vi consiglio di leggerlo!