Per Giorgio de Chirico e Filippo de Pisis l'arte rappresenta una pausa, un luogo intimo nel quale l'insoddisfazione e la sofferenza sembrano sospendere la loro pesantezza e consentire una tregua. Con la mente altrove, intesa come eccedenza del corpo, ma imprescindibile dalla corporeit� stessa, questi artisti infondono alle loro opere emozioni e sentimenti, provati dinanzi alle piccole cose del quotidiano. Una "natura morta gustosamente pittorica", cos� come "una testa, un paese, una marina", diventa un modo per imprimere sulla tela uno stato d'animo. Servendosi di un linguaggio metafisico e dunque astraendosi dalla realt�, De Chirico, De Pisis e Morandi dipingono "quel segreto spirito che sa di eterno", come scrive l'artista poeta Filippo de Pisis. Avventurandosi tra i meandri degli affascinanti mondi della mente, in bilico tra realt� e sogno, tra psicologia e filosofia, tra storia e arte, il catalogo raccoglie i contributi di Antonio D'Amico, Stefano Moriggi, Antonio Piotti e Paola Rovelli per raccontare le visioni enigmatiche di De Chirico, la vita interiore dei fiori di De Pisis e per tracciare la storia di Palazzo San Francesco e dell'antichissima chiesa francescana affrescata di Domodossola, oggi sede del Museo Civico che rinasce e si svela in tutto il suo splendore. Le opere di De Chirico e De Pisis incontrano la particolarissima Natura morta di Giorgio Morandi, tagliata nella parte superiore della composizione dinanzi agli occhi increduli dell'amico e critico d'arte Carlo Ludovico Ragghianti, al quale l'artista ne far� omaggio. Per la prima volta, all'ombra di navate medievali affrescate, i Vasi di fiori e le Vite silenti dei maestri della Metafisica dialogano con quattro Nature morte di Giovanni Battista e Giuseppe Recco e Giovanni Battista Ruoppolo, maestri caravaggeschi del Seicento napoletano, per mostrare suggestioni e intendimenti di un'affascinante poetica della mente.