Dio e il niente
(Il pellicano rosso)
EAN 9788837217631
Esaurito
CHI HA ACQUISTATO QUESTO PRODOTTO HA SCELTO ANCHE
DETTAGLI DI «Dio e il niente»
Tipo
Libro
Titolo
Dio e il niente
Autore
Barth Karl
Editore
Morcelliana Edizioni
EAN
9788837217631
Pagine
218
Data
2000
Collana
Il pellicano rosso
COMMENTI DEI LETTORI A «Dio e il niente»
LIBRI AFFINI A «Dio e il niente»
ALTRI LIBRI DI «Barth Karl»
-
24,00 €→ 22,80 € -
15,00 €→ 14,25 € -
22,00 €→ 20,90 € -
16,50 €→ 15,67 € -
12,50 €→ 11,87 € -
12,50 €→ 11,87 € -
7,50 €→ 7,12 €
ALTRI SUGGERIMENTI
-
-
14,00 €→ 13,30 € -
22,00 €→ 20,90 € -
-
-
-
-
-
REPARTI IN CUI È CONTENUTO «Dio e il niente»

Qui trovi riportati i commenti degli utenti di libreriadelsanto.space, con il nome dell'utente e il voto (espresso da 1 a 5 stelline) che ha dato al prodotto.
I commenti compaiono ordinati per data di inserimento dal meno recente (in alto) al pi� recente (in basso).
Umberto Masperi il 24 settembre 2011 alle 15:39 ha scritto:
A livello filosofico il �nulla� � diventato PROBLEMA molto discusso nel secolo scorso. Nella sua espressione come � male� � sempre stato la questione irrisolta ( ed � irrisolvibile !) su cui si sono affaticati i pensatori di ogni epoca. Per � colui che� ne fa esperienza ( anzi: per �tutti�, se si vuole guardare in faccia alla realt�) non � accettabile la prospettiva dialettica: il negativo in funzione del positivo. Qui anche le vette del pensiero filosofico possono ridursi, prima o poi, alla banalit� della chiacchiera. La lezione di Kierkegaard ( la sua critica) � sempre attuale. La domanda che (da alcuni nel sincero smarrimento e percezione dell�impotenza della ragione, e da altri in forma provocatoria - senza accorgersi ,costoro,forse, del proprio stallo di auto-procazione : siamo tutti sulla stessa barca - ) sempre � stata ripetuta ( e si ripete nel dramma): � Se Dio � l�Assoluto, il Bene Sommo, perch� il male? Come � possibile il male?�
Non sappiamo se si riuscir� mai ad individuare la strada giusta per una uscita valida; probabilmente no, visto che la �dimensione dell�assoluto� non ci pu� appartenere ( comprendiamo di che cosa si tratta, ma non abbiamo esperienza di tale dimensione). Questo scritto di K.Barth , anche se molto impegnativo per varie ragioni, ci � per� sempre utile, avendo un chiaro pregio: sottolineare ad ogni pagina la natura totalizzante del Nulla reale che, nell�orizzonte religioso ( e �poi� di fede) � il vero senso del peccato , della �colpa�. Il grande teologo del secolo scorso ha intravisto ( di fronte ai tanti esistenzialisti e teologi del suo tempo) l�importanza di incamminarsi sulla strada giusta (teologia come narrazione) : il Dio che da forza assoluta creatrice ( come esigiamo, partendo dalla nostra capacit� di discorso metafisico che ci introduce per� al dramma del problema) si fa �creatura�, solidale totalmente con la nostra natura, incarnandosi, testimoniando la sconfitta che il male causa, nell�ignominia della croce, che si fa , secondo il paradosso del Dio-uomo, vittoria vera perch� definitiva ( per il Dio-Figlio e per tutta l�umanit�) . Il nostro libro � occasione per approfondire quella dimensione religiosa che la �cultura� minaccia di soffocare: NULLA, MALE,PECCATO,COLPA, nel VERO dramma che � la nostra responsabilit� di contrapporci all�Assoluto ( saldando l�abisso che ci separa, come creature, dal creatore: la scelta di Adamah ed Eva), mentre C�E� la RISPOSTA: il recupero del rapporto attraverso la vittoria della salvezza che ci viene data. Bisogna,per�,ripercorrere sempre la strada di Cristo ( Dio che si incarna) come non si stanca di ben insistere il teologo tedesco. Non � forse un aiuto prezioso da non perdere, aprendo questo libriccino( con una riflessione che poi, ci accorgeremo, si fa preghiera) ?
Testimonianza necessaria oggi: l�umilt� del genuino filosofo ( �mendicante di sapienza� � Maritain) si incontra, in chi legge, con quella del genuino teologo ( � Tutta la teologia � 'theologia viatorum': un�opera che mai esaurisce la naturale aspirazione di ogni pensiero e di ogni parola umana alla perfezione e alla pienezza, un�opera che non � esibizione del proprio oggetto,ma solo cenno fatto ad esso,il cui contenuto di verit� proviene sempre dalla pura autotestimonianza del suo oggetto e non gi� dall�abilit� che vi � contenuta. Pensiero e linguaggio �spezzati� � � cfr. pag.18).