Citazione spirituale

John Henry Newman e l'abito mentale filosofico. Retorica e persona negli �Scritti dublinesi�

di

Bottone Angelo


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Copertina di 'John Henry Newman e l'abito mentale filosofico. Retorica e persona negli �Scritti dublinesi�'
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EAN 9788838241222

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Descrizione
Tipo Libro Titolo John Henry Newman e l'abito mentale filosofico. Retorica e persona negli �Scritti dublinesi� Autore Editore Studium EAN 9788838241222 Pagine 206 Data agosto 2010 Peso 290 grammi Collana La dialettica

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il 29 novembre 2010 alle 17:08 ha scritto:

Capita a proposito, in questi giorni, il bellissimo libro che Angelo Bottone ha appena pubblicato, sul periodo dublinese del Cardinale John Henry Newman. Bottone aveva gi� curato, per le edizioni Studium, una traduzione dei discorsi newmaniani sull�idea di Universit�: questa monografia cerca ora di offrire una migliore comprensione dello sfondo in cui germinarono le riflessioni �universitarie� del grande pensatore inglese.

Al principio del volume, troviamo una ricostruzione del periodo che vide Newman occupato nella progettazione, fondazione e direzione dell�Universit� Cattolica d�Irlanda (sono gli anni fra il 1851 e il 1859). Rispetto ai contributi precedenti sul tema, le novit� sono due: in primo luogo un allargamento delle fonti, col proposito di rintracciare e includere nell�analisi i vari testi prodotti dal Cardinale in quest�arco di tempo; in secondo luogo, uno spostamento dell�attenzione dagli aspetti meramente pedagogici a quelli pi� decisamente filosofici, considerando soprattutto i problemi dell�unit� della conoscenza, della relazione fra conoscenza e moralit� e del modello di �persona umana�.

Un capitolo centrale, particolarmente ricco d�intuizioni e di spunti, � dedicato al confronto fra Newman e tre grandi figure filosofiche di riferimento: Aristotele, Cicerone e John Locke. Di quest�ultimo se ne sottolinea la prospettiva utilitarista, agli antipodi dell�ideale propugnato dal Cardinale. Cicerone � invece valutato, sempre sulla scia di Newman, come esempio supremo di �uomo colto�, ma anche come simbolo di un�ambivalenza significativa: quella di chi assomma in s� �l�eccellenza dell�attivit� intellettuale ma anche i limiti dell�uomo educato al di fuori della fede cristiana�.

Questa ambivalenza ritorna in maniera prepotente nella trattazione riservata ad Aristotele, che anche per Newman si pu� definire dantescamente come �maestro di color che sanno�. Il quinto Discorso de L�idea di Universit�, come rileva giustamente Bottone, contiene ad esempio il �pi� grande tributo che Newman abbia mai reso a un autore non cristiano�:

�Finch� durer� il mondo durer� la dottrina di Aristotele su questi argomenti, perch� egli � l�oracolo della natura e della verit�. In quanto uomini non possiamo fare a meno, in gran misura, di essere aristotelici, perch� il gran maestro non fa che analizzare i pensieri, i sentimenti e i modi di vedere e le opinioni del genere umano. Egli ci ha mostrato il significato delle nostre stesse parole e idee, prima che fossimo nati. In molte materie pensare correttamente � pensare come Aristotele e noi siamo suoi discepoli che lo vogliamo o no, anche senza saperlo�.

A questa esaltazione di Aristotele, tuttavia, non corrisponde una pedissequa professione di aristotelismo. Se � vero che Newman, seguendo Aristotele, anticipa in maniera del tutto originale lo sviluppo di alcune posizioni che saranno proprie del neo-aristotelismo del Novecento (e in particolare del comunitarisimo di Alasdair MacIntyre), � anche vero che del grande filosofo egli sottolinea, per l�appunto, il valore esclusivamente filosofico e �laico�. Giunti alle soglie della fede, anche la sua prospettiva � dichiarata insufficiente, seppure se ne debba riconoscere il carattere necessario.

Questa stessa dialettica, in fondo, sembra governare anche il pensiero di Newman sull�istituzione universitaria. Le pagine conclusive del libro, dedicate al �paradosso� e al �fallimento� del progetto newmaniano, appaiono da questo punto di vista di una chiarezza esemplare. L�attualit� del pensiero di Newman, spiega infatti Bottone, non dev�essere valutata pensando alle sue possibilit� di realizzazione concreta: pi� delle caratteristiche programmatiche dell�istituzione che Newman aveva in mente, contano gli ideali di conoscenza e di persona che egli intendeva promuovere attraverso di essa.

L�idea di Universit� diventa in questo modo una sorta di �piano regolatore�, valido per qualunque tipo di attivit� intellettuale. In questa prospettiva, anche una citt� (o per meglio dire una �metropoli�) potrebbe supplire alle eventuali carenze di un�istituzione universitaria, ponendosi come luogo di comunicazione fra i saperi, le esperienze educative e le persone.

Ci� che interessa a Newman, in definitiva, � la creazione o la salvaguardia di spazi comuni che permettano lo sviluppo integrale dell�uomo, in tutte le sue facolt� (intellettuale, morale e artistica). E contro un ideale cos� alto, sembra suggerirci Bottone, non c�� crisi economica che possa intervenire.