Il male
(Nuovi saggi)EAN 9788839909992
AN�OIS-XAVIER PUTALLAZ
Il male
Queriniana
Introduzione
Che cos'� il male'
La domanda spicca su tutti gli altri interrogativi
umani: non � una domanda come le altre. � differen-
te poich� colui che la pone vi � implicato. Di solito,
non ci interroghiamo sul male con quel sereno distac-
co dell'intelligenza umana, che contempla da un po'
lontano, con uno sguardo critico e dunque distante,
una cosa del mondo che abbiamo sotto gli occhi: qui,
l'oggetto studiato ci sta di fronte. Con il male � diverso.
Se si pone la domanda, � perch� ci sentiamo coinvolti
nell'interrogativo. Non � la stessa cosa domandare: che
cos'� l'arcobaleno' qual � l'organizzazione della vita
delle api' o: che cos'� il male'
Certo, questo coinvolgimento dell'uomo in ci� di
cui parla ricorre spesso nella storia della filosofia e ne
costituisce anzi un tratto distintivo, perch� non s'imma-
gina nessuno interrogarsi sul bene o sulla verit� senza
riconoscere che si sta parlando anche di s� stessi. Come
interrogarsi sulla bellezza senza vibrare interiormente
di fronte alle pi� belle composizioni di Bach o alle poe-
sie di Victor Hugo' Ogni grande teoria filosofica sulla
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vita, l'amore, la giustizia o il corpo concerne l'uomo in
un modo diverso rispetto alle altre discipline: ogni volta
vi � implicato.
Ma nel caso del male � ancora diverso: la questione
non � dello stesso tenore. Il male non solo fa tremare
ciascuno, non solo sommerge l'umanit� intera, non solo
scuote tutto il mondo, ma sembrerebbe non avere al-
tra realt� che questo sconvolgimento interiore. Il male
sembra non esistere al di fuori dell'esperienza che ne
rende testimonianza.
E, in un certo senso, bisogna spiegare questo senti-
mento, dal momento che nel mondo non ci sono alberi,
cani o uccelli, api, esseri umani, e poi dei mali. Al con-
trario, � come se l'esperienza del male coprisse l'intero
orizzonte da esso aperto.
Che cos'� il male'
Non si tratta di una questione tra le altre, cos� come
il male non � una cosa tra le altre, perch� esso non � un
�qualcosa�. Gli uomini e le donne se ne sono accorti
molto presto: essi non hanno di fronte a s� delle pian-
te, degli animali, degli umani e, a fianco, una categoria
specifica che ingloberebbe le cose malvagie. Perch�'
Appunto perch� il male non � una �cosa�. � una �pri-
vazione�, dicono i filosofi.
Un giorno, capit� che uno dei miei figli mi pose una
serie di domande divertenti, tra cui questa: �Puoi dirmi
cos'� un buco, senza dire ci� che c'� attorno'�. Il lettore
si fermi un istante. Non ci metter� molto a osservare che
� impossibile rispondere alla domanda. Il buco non �
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una �cosa�, un materiale che si aggiunge alle cose che si
vedono e si toccano. Non � una �realt� come le altre,
visibile o tangibile: il buco � una �privazione� di tessu-
to in quel preciso punto del pantalone strappato, una
�privazione� di gas nello spessore dello strato d'ozono,
una �privazione� della vista nel cieco o nell'ipovedente,
una �privazione� di vita nel corpo cadaverico.
D'altronde il buco � un'utile metafora. In effetti, ci�
che di primo acchito impedisce al male di avere un �ci�
che� alla maniera delle altre realt� osservabili, � ci� che
gli preclude di avere un'�essenza�, una densit� qual-
siasi; questo spiega la singolarit� della domanda �che
cos'� il male'�. Il male non � un �qualcosa�: come un
buco, esso � lacerazione, assenza e distruzione; � come
una cavit�, una lacuna; il male � una mancanza, una
deficienza, un'insufficienza o un cedimento. Un solo
termine non sar� colto in fallo in questa lista: quello di
�privazione�. Non c'� dunque una �definizione� del
male in senso stretto, poich� solo le essenze possono
essere definite.
Che cos'� il male'
La domanda spicca su tutte le altre anche per un'al-
tra ragione, la pi� temibile, la quale, lungi dal farne una
domanda incongrua, le d� la sua portata esistenziale. Se
il male non ha essenza, per quali ragioni ci si interroga
su di esso' Se lo spirito umano si preoccupa solo di cose
che esistono, e non si interessa di ci� che non ha essere,
perch� interrogare il male' Il fatto � che sotto la prima
si nasconde una seconda domanda: ci� che fa tremare
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ogni intelligenza non � tanto la domanda �che cos'� il
male'� quanto �perch� il male'�. Ci� che conta ai no-
stri occhi, in fin dei conti, � di comprendere perch� mi �
toccata questa malattia' Perch� il cancro ha portato via
quel ragazzo' Perch� la guerra in Siria uccide tante per-
sone' Perch� la miseria di quei migranti che affrontano
il Mediterraneo' Perch� dei terroristi fanatici lanciano
un'auto sui passanti a Londra' Perch� quella coppia
divorzia quando aveva tutto per stare bene' Perch� un
fallimento rovina i nostri progetti pi� nobili' Perch�
mamma � morta' A sconvolgere le nostre vite non �
tanto il male, quanto il suo perch�'
Anche se le due domande sono collegate, anche se
la seconda dipende dalla prima, e anche se il �che�
� un modo di domandare �perch�, resta il fatto che
l'esperienza del male � in agguato dietro il male su cui
si interroga lo spirito. Chi siamo, dunque, noi, seduti su
questa sedia, a leggere in relativa tranquillit�, chi siamo
noi per osare parlare del male' Semplicemente osare.
Chi siamo noi, scienziati, filosofi o teologi, padri o ma-
dri di famiglia' Chi siamo noi, lavoratori in fabbrica,
minacciati dalla disoccupazione, pensionati, malati o
in buona salute, chi siamo noi per evocare Auschwitz,
Aleppo o l'orrore della guerra' Chi siamo noi per par-
lare dell'oscurit� del male' Chi crediamo di essere noi,
forse scossi nelle nostre esistenze, ma comunque vivi,
per parlare a nome dei morti' Chi siamo noi, inetti
portavoce dei malati e dei sofferenti, per aprir bocca,
tracciare qualche parola o pensiero sul male, quando
tanta sofferenza sommerge gli umani' Non sarebbe pi�
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decente tacere' Gi� si capisce che questo libro non po-
tr� che terminare con il silenzio. � l'unica vera opzione.
Ma per giungere meglio a questo silenzio, per renderlo
un po' pi� ricco, un po' pi� denso, un po' pi� miste-
rioso, bisogna osare interrogarsi sul male, rinviando a
un'esperienza radicale: quella dell'infelicit�.
Bisogna avere l'audacia di parlare, il coraggio di pen-
sare e di dire qualche cosa di equilibrato e di vero; qual-
che briciola che possa almeno illuminare il cammino.
Che cos'� il male'
La domanda � singolare anche per un terzo motivo:
non c'� un mistero del male. Mentre c'� mistero in tut-
te le altre cose della vita, della scienza e del pensiero:
l'amore, la libert�, l'embrione umano, questo girasole,
o la vita degli insetti, tutto questo � colmo di mistero.
Non il male.
Si definisce �mistero� una realt�, e una realt� di una
densit� tale che, per quanto vi si impegni, lo spirito non
riesce a circoscriverla. Pi� vi penetra, pi� si rende conto
che questa realt� lo oltrepassa, al punto che nessuna
intelligenza finita pu� esaurirla. Si scopre un mistero
nell'amore umano, poich� nella persona cara c'� sempre
pi� da amare di quello che si ama di fatto. Un mistero
nell'universo, che sorprendeva Einstein, per il semplice
fatto che possa esistere una fisica1. Un mistero nella vita
1
�Ci� che resta eternamente incomprensibile nella natura � il fat-
to che la si possa comprendere�, e a ragione, poich� la fisica non pu�
spiegare la fisica; serve una �metafisica�, che mostri che non c'� scien-
za senza presupposti. Si potrebbe anche leggere questa celebre citazio-
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e soprattutto nella vita delle persone, ognuna delle quali
� pi� grande di quanto si creda. E, certo, vi � il mistero
per eccellenza, quello di Dio.
Ma non c'� un �mistero del male�, per il fatto che il
male non ha essenza n� densit�: in quanto vuoto, corro-
sione, esso � un �niente�. Per questo, inoltre, � inintel-
ligibile: in esso l'intelligenza non trova niente che funga
da appiglio per consentirle di afferrarlo. Non � troppo
grande; al contrario, � troppo niente.
Di qui l'immenso paradosso che consiste nel parlare
del male, elaborare una tesi a suo riguardo, farne una
dottrina, o perfino definirlo: non vi � definizione di ci�
che risulta da una mancanza d'essere. Nessuno pu� dire
ci� che �, poich� il male non contiene alcun �ci� che�.
Cos� ogni discorso a suo proposito tender� a cosificarlo,
a reificarlo per farne una cosa, in qualche modo a sna-
turarlo, come se dietro il sostantivo delle nostre lingue
si nascondesse una sostanza. Non appena se ne parla,
gli si d� una consistenza, rendendo cos� impossibile co-
gliere nel segno.
Al contrario, noi comprendiamo perch� non lo com-
prendiamo. Non per eccesso di intelligibilit�, come per
ne al di l� dei limiti kantiani in cui Einstein la pone esplicitamente: �Si
pu� dire questo: l'eternamente incomprensibile nel mondo � che esso
sia comprensibile. � un'importante scoperta di Immanuel Kant l'aver
compreso che porre un mondo esterno senza intelligibilit� sarebbe as-
surdo� (�Man kann sagen: Das ewig Unbegreifliche an der Welt ist ihre
Begreiflichkeit. Dass die Setzung einer realen Aussenwelt ohne jene Be-
greiflichkeit sinnlos w�re, ist eine der grossen Erkenntnisse Immanuel
Kants�), �Fisica e realt�, in The Journal of Franklin Institute, 221/3
(marzo 1936), 313-347, qui 315.
Introduzione 11
un mistero, ma per difetto di intelligibilit�, come un
buco: il male � simile al niente. Cos� la pi� piccola ap-
parizione del pi� piccolo dei mali nel pi� piccolo dei
mondi rester� incomprensibile: il male � assurdo, per-
ch� rientra nell'inintelligibile.
Non dunque il male, ma la sua presenza � misteriosa.
Ci� che supera veramente l'intelligenza, non � il male,
ma l'esistenza di una tale crepa nel cuore del bene, la
sua articolazione con ci�-che-�. Il mistero non � tanto
il male quanto il senso della coesistenza di Dio e di una
tale privazione, il senso dello scacco possibile o reale
dei nostri pi� bei progetti, le rotture in un amore che
si sforza di durare, le piaghe che snaturano la bellezza,
le epidemie che decimano le popolazioni, la morte de-
gli innocenti e anche quella dei non-innocenti, le ferite
inflitte ai bambini, e le lacrime di una madre per i suoi
bambini.
Ma il pi� misterioso, il pi� desolante, il pi� insop-
portabile e, ahim�, il pi� seducente, � il male prodotto
dalla libert� umana, che comporta menzogne e violen-
ze, provoca guerre, tradimenti, furti e rapine, violen-
ze sessuali, e tanti altri drammi. La litania potrebbe
continuare senza fine, all'infinito forse, meno infinita
tuttavia della lunga catena di azioni belle e buone, ma
pi� visibile, pi� choccante, pi� insopportabile, poich�
ci domandiamo come � mai possibile che degli esseri
umani compiano atti di una tale atrocit�. E non par-
lo solo degli orrori che l'umanit� ha prodotto in tutti
i tempi, con un'ampiezza che nel XX secolo non ha
eguali, ma parlo di ci� che � pi� stupefacente: di quelle
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piccole azioni quotidiane, al lavoro, nelle associazioni
e nelle famiglie. Come � possibile che, cercando di fare
il meglio, si giunga a fare torto a coloro che si amano'
Non � un curioso funzionamento della psiche umana
il fatto che l'amore produca delle rotture' In effetti, �
sempre con il pretesto dell'amore che il cuore umano
va in pezzi, che le famiglie esplodono, che le coppie si
separano, che gli sposi si lasciano, che gli uni e gli altri,
talvolta con la massima sincerit�, abitati spesso dalle
intenzioni pi� lodevoli, si strappano il cuore e lasciano
miseramente che i loro prossimi si allontanino.
Nella panoplia dei mali e delle sventure, questo male
prodotto consapevolmente dagli esseri umani, il �male
morale�, � di sicuro il pi� singolare in quanto si rive-
ste con gli orpelli del bene: sotto il velo della �buona
volont� o della benevolenza, si nascondono le miserie
pi� devastanti. � noto da due millenni e ognuno lo spe-
rimenta quotidianamente: nel momento in cui faccio il
male, non lo percepisco mai come tale, ma sono convin-
to di fare il meglio. Bisogner� dunque spiegare questa
strana seduzione.
Cercher� di farlo alla fine di questo libro, ma comin-
cer� con il mettere l'accento sull'oggettivit� del male,
proseguendo l'analisi con la risonanza soggettiva che
riceve nel cuore umano: il male produce in genere infe-
licit�. Lo scopo di questo scritto consiste nel distinguere
questi due poli, prima l'oggettivo e poi il soggettivo, il
male da una parte e l'infelicit� dall'altra, al fine di arti-
colarli insieme senza confonderli n� separarli. In effetti
la confusione s'installa in maniera inquietante non ap-
Introduzione 13
pena si riduce il male alla sola risonanza soggettiva che
provoca: ci illudiamo se immaginiamo che il male non
c'� se non lo si prova. Confondere il male e la sofferenza
conduce all'illusione secondo cui basterebbe diminuire
la sofferenza per vincere il male. Come se un analgesico
potesse guarire da una malattia! � scorretto. E tuttavia
questa sorta di �pathocentrismo� si diffonde un po'
dappertutto in questo inizio di XXI secolo, veicolato
da correnti filosofiche alla moda, come l'utilitarismo,
il cui carattere deleterio produce una buona coscienza
fallace che fa credere che basterebbe sfuggire alla soffe-
renza per vincere il male. Tale atteggiamento, chiamato
anche �politica dello struzzo�, nasconde la testa sotto la
sabbia del benessere: la conseguenza sar� di attenuare
la sofferenza (polo soggettivo), il che � una buona no-
tizia, ma solo a condizione di chiudere gli occhi perch�
lascia agire il male (polo oggettivo), il che � una notizia
meno piacevole. Questa sottolineatura critica non vuole
indurre a sbilanciare la propria vita in senso inverso,
fino all'apologia della sofferenza, come fanno i doloristi.
No! Il male si deve combattere in tutte le sue forme,
senza tregua n� remissione, nel suo contenuto oggettivo
e nelle sue ripercussioni soggettive, senza compiacenza,
anche se la sofferenza non richiede di essere soppressa
a qualunque costo, soprattutto se la sua attenuazione
dovesse produrre un male pi� grande. Illustrer� questa
posizione attraverso alcuni esempi, che prender� spes-
so, per la loro attualit�, dal campo della medicina e della
bioetica. Basti per ora indicare che i due poli congiunti
' quello soggettivo dell'infelicit� sperimentata e quello
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oggettivo del male ' saranno il filo conduttore di que-
sta analisi. Proceder� per approfondimenti successivi,
volutamente ripetitivi, e per cerchi concentrici, in cui
saranno inseriti alcuni temi di attualit�.
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