Avvento - Lectio brevis
(Lectio brevis)EAN 9788839932112
Mauro Orsatti
Monastero della Visitazione di Sal�
Avvento
Lectio brevis
Editrice Queriniana
Prima settimana
DOMENICA
Ges� disse ai suoi discepoli: �Fate attenzione, vegliate'
Quello che dico a voi, lo dico a tutti: vegliate!� (Mc 13,
33.37).
MEDITATIO
L'attendere � diverso dal semplice aspettare. Aspet-
tiamo quando siamo in fila alle Poste o quando qualcuno
non � puntuale a un appuntamento. E ci capita spesso
di innervosirci, non imparando nulla da questo tempo di
'passaggio'. Al contrario, l'attesa ha un valore in se stessa:
serve a preparare il cuore, a riflettere su di noi, su Dio, sul
mondo che ci circonda; essa insegna la pazienza e manda
in frantumi alcuni nostri programmi.
Il periodo dell'attesa non � mai sprecato, perch� �
'ginnastica' del cuore, � palestra di un grande amore. Con
l'Avvento siamo proprio chiamati a riscoprire la potenziali-
t� di un tempo che � sospensione, nel senso pi� nobile del
termine.
6 Prima settimana di Avvento
Un nuovo anno liturgico ci � offerto dalla bont� di Dio.
La chiesa attende la venuta del suo Signore, l'avvento di co-
lui che viene dal futuro. La comunit� cristiana non aspetta
un imminente ritorno di Ges�, ma vuole che non si spenga
la fiamma di quell'attesa, che le sue mani reggono a nome
di tutte le creature. Per questo essa continua a far risuonare
il grido: �Amen. Vieni, Signore Ges��.
Anche Dio � entrato nel tempo dell'Avvento, aspettan-
do senza mai stancarsi l'amore degli esseri umani. Silenzio-
samente prende tempo, fino al giorno in cui sar� formato
l'uomo nuovo, quello che ha ritrovato l'immagine iniziale,
distrutta dal peccato ma restituita in modo mirabile dalla
redenzione di Cristo e dall'azione santificante dello Spirito.
L'attesa � un'opportunit� preziosa, un tesoro da scopri-
re e da valorizzare.
La parola di Ges� non intende tingere di rosa un futuro
carico di minaccia, non pretende di illudere le persone po-
ste di fronte a situazioni talora drammatiche, non concede
di annacquare un dato per sua natura duro da accettare.
Questa parola mira a formare i discepoli '� non solo a
informarli�' e lo fa per mezzo di un'esortazione calda e di
una raccomandazione pressante. Lo si nota subito dalla se-
quenza degli imperativi riversati nel testo: �Fate attenzione,
vegliate'�.
Il tempo finale � gi� scoccato, anche se il suo compi-
mento resta sconosciuto agli esseri umani, perch� parte del
mistero di Dio.
Il sonno 'proibito' non � certo quello naturale, che giun-
ge alla fine di una giornata lavorativa. � il sonno dell'indiffe-
renza, della neghittosit�, del cupo ripiegamento su se stessi,
dell'abbandono della fede, della dimenticanza di Cristo.
Al contrario, il vegliare � il coefficiente di una salutare
inquietudine e di una speciale disposizione permanente
Domenica 7
che non si rassegnano ad una fede facile e feriale, pres-
sappochista o, peggio, qualunquista. La veglia � piuttosto
una condizione morale fervida, la precisa volont� di con-
centrare tutta la propria attenzione sulla persona di Ges�,
ricevendola con amore nel grembo della vita quotidiana.
Continua vigilanza e vitale attesa: sono queste le due
condizioni per accogliere con amore colui che � venuto una
prima volta duemila anni fa; colui che viene sempre nella
storia quotidiana di ogni uomo; colui che verr� alla fine del
tempo.
In termini definitori potremmo dire: chi veglia e attende,
ama veramente, senza 'se' e senza 'ma'.
PER LA LETTURA SPIRITUALE
Sermone della I domenica di Avvento 1928 ' Celebrare
l'Avvento significa saper attendere; l'attendere � un'arte
che il nostro tempo impaziente ha dimenticato. Il nostro
tempo vuole cogliere il frutto maturo non appena ha pian-
tato un germoglio, ma gli occhi avidi sono ingannati in
continuazione, perch� il frutto, all'apparenza cos� prezio-
so, al suo interno � ancora acerbo, e mani irrispettose getta-
no via con ingratitudine ci� che le ha cos� deluse. Chi non
conosce l'acre beatitudine dell'attesa, cio� della mancanza
nella speranza, non sperimenter� mai nella sua interezza la
benedizione dell'adempimento.
Sermone della III domenica di Avvento 1933 ' Maria sa
meglio di chiunque altro che cosa significa attendere Cri-
sto, perch� lo attende in una maniera diversa da quella di
qualsiasi altro essere umano, lo attende come sua madre.
Cristo le � pi� vicino che a qualsiasi altro, ed ella conosce
il mistero della sua venuta, conosce lo Spirito che � qui
8 Prima settimana di Avvento
all'opera, conosce il Dio onnipotente che compie il suo
miracolo. Sperimenta nel proprio corpo che Dio percorre
vie mirabili con gli uomini.
Sermone per l'Ascensione 1933 ' Tutta la gioia di Cristo
in questo mondo � un'attesa gioiosa, e chi tradisce mai ru-
morosamente la propria attesa gioiosa' Eppure quale gioia
� pi� forte dell'attesa gioiosa'
Attesa gioiosa, ma di attesa che' Attesa delle cose ulti-
me. Perch� il Signore celeste, che nel sacramento e nella
fede placa la fame e la sete della sua comunit� sospirante,
il Signore che non vediamo e che ciononostante amiamo,
ritorner�. Il sipario si alzer�. Lo vedremo faccia a faccia (1
Cor 13,12). Verr� ancora una volta su questa terra, in cui
noi siamo stranieri, e introdurr� nella patria del Padre cele-
ste i senza patria, che nella chiesa hanno sperato, credendo
in Dio, la nuova terra. [']. Allora il tempo della chiesa in
attesa sar� finito, allora sar� arrivata la fine del tempo della
fede; allora la gioia non sar� pi� avvolta in una paura re-
pressa; allora sar� arrivato il tempo del compimento, il tem-
po della contemplazione eterna, la beatitudine. [']. Non
abbiamo qui una citt� permanente, ma cerchiamo quella
futura (Eb 13,14). L'ascensione di Cristo: scende il sipario;
la chiesa della fede attende, il sacramento � la sua gioia.
Il ritorno di Cristo: il cielo si apre; la patria � presente, la
sete � placata, la comunit� dei beati contempla il mistero
incomprensibile, Ges� Cristo, Dio stesso � la sua gioia. Noi
siamo ancora gli stranieri, coloro che, pellegrini, attendono
a lungo e con tremore tra l'ascensione e il suo ritorno; ma
i redenti del Signore verranno con canti di giubilo, e sul
loro capo vi sar� una gioia eterna (Is 35,10) (D. Bonhoeffer,
Riconoscere Dio al centro della vita, Queriniana, Brescia
2004, 9.11.96-98).
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Laura Giambartolomei il 28 febbraio 2014 alle 10:00 ha scritto:
Libretto per la preparazione del Natale molto profondo e di semplice consultazione. Lettura biblica, commento e preghiera nella classica struttura dei libretti dell'Avvento con un accenno alla contemporaniet� sempre interessante.