Triestino di origine istriana, giornalista, storico, diplomatico, Attilio Tamaro (1884 -1956) � stato uno dei massimi protagonisti dell'irredentismo giuliano. Autore prolifico di saggi storici e politici, ha lasciato inedito il suo diario privato, che si sviluppa dalla Trieste austroungarica del 1911 alla guerra vinta, attraversa il fascismo per superare la fine del regime e affacciarsi nella guerra civile e nella ricostruzione. Un grande e intenso affresco - privo di filtri - su quasi quarant'anni di storia italiana ed europea. Di cultura nazional-patriottica, monarchico, volontario nella Grande Guerra, teorico del nazionalismo, ader� al fascismo nel 1922. Contrario all'antisemitismo, fu espulso dal Pnf nel 1943, non ader� alla Rsi e da neo-irredentista torn� a difendere l'italianit� di Trieste e delle terre adriatiche. Nel diario le sue analisi, i retroscena politici e gli incontri con centinaia di persone, da Giolitti a Salandra, da D'Annunzio a Mussolini, da Grandi a Federzoni, da Balbo a Bottai. E ancora, intellettuali, politici e diplomatici incrociati nel suo peregrinare tra Trieste, Roma, i Balcani, Vienna, Parigi, Londra, Fiume, Amburgo, Helsinki, Mosca, Leningrado e Berna. Il diario � introdotto da una biografia basata sullo scandaglio di documenti e carteggi, presenti in diversi fondi archivistici. Ne emerge la complessa e tormentata personalit� di un uomo di grande cultura, capace di dialogare a tutto campo. Margherita Sarfatti cos� gli dedica il suo Dux: �Ad Attilio Tamaro, italianissimo figlio di Trieste, nel nome di Trieste, madre della mia madre, offre con amicizia�. �Ho letto - scrive Tamaro a Umberto Saba - le tre poesie con eguale piacere: mirabile mi sembra La preghiera dell'angelo custode dove l'episodio � ricordato con arte purissima ed � poi elevato a una vasta significazione. Attendo vivamente l'annunciato volume di poesia�. Tamaro � in relazione con tutti i protagonisti dell'irredentismo triestino, istriano e dalmatico, in particolare Camillo Ara, Mario Alberti, Giorgio Pitacco, Salvatore Segr� Sartorio, Fulvio Suvich, Francesco Salata. Intensi i suoi rapporti con Eugenio Balzan, Camillo Castiglioni, Francesco Coppola, Mario Missiroli, Giuseppe Volpi di Misurata. Feroci le sue critiche a Galeazzo Ciano �satrapo orientale� - e a Mussolini che, dopo averlo ammirato, quando nasce la Rsi definisce �il farneticante di lass��. Nella biografia emerge anche la figura del figlio di Tamaro, Tullio, che nel 1942 entra nel Pci clandestino milanese e con Emilio Sereni rappresenter� il partito nel Cln regionale lombardo.