Marrakesh, dicembre 1198. La Citt� rossa dorme ammantata dall'oscurit� della notte mentre un uomo, chino su un manoscritto, affida alla pagina il racconto della propria vita, consapevole della deriva che sta trascinando il mondo verso l'intolleranza, deriva che rende le sue parole ancora pi� urgenti. Nato a Cordova nel 1126, tra i contrafforti della Sierra Morena e le ricche pianure di Campifia, l'uomo ha avuto molti nomi: i latini lo chiamano Averro�. Gli ebrei, Ben Roshd. Per gli arabi � Abu al-Walid Mohammad Ibn Ahmad Ibn Roshd. Figlio di Abu al-Qasim Ahmad, cadi di Cordova, Averro� cresce in un'epoca di grande scienza, ma anche di grandi tumulti. Un'epoca in cui ebrei e cristiani sono autorizzati a praticare liberamente il proprio culto, a commerciare e a esercitare il mestiere che preferiscono, con l'unica condizione di versare un'imposta alle autorit� musulmane. Deciso a seguire le orme di Avicenna, Galeno e Ippocrate, a ventitr� anni Averro� sceglie di affiancare agli studi di giurisprudenza, intrapresi per volont� del padre, quelli di medicina. Il suo apprendistato si compie a Granada, presso la dimora di Abubacer, medico, filosofo e sapiente astronomo. Grazie ad Abubacer, Averro� ha la possibilit� non solo di arricchire il proprio sapere, ma anche di imbattersi nella donna che muter� il suo destino. Affascinante proprietaria di una delle pi� belle biblioteche di Cordova, quarantenne di grande erudizione e seducenti occhi da gazzella, Lobna accoglier� Averro�, gli aprir� le porte della propria casa e del proprio sapere e lo aiuter� a diventare uno dei pi� illustri e controversi filosofi del pensiero islamico, i cui scritti, spesso considerati blasfemi, gli varranno la nomea di �segretario del diavolo�. Attraverso i grandi personaggi che, nel corso dei secoli, hanno guardato al lavoro di Averro� per nutrirsene o condannarlo, tra cui Tommaso d'Aquino, Federico II, Etienne Tempier, Dante e Petrarca, Gilbert Sinou� ci offre il ritratto di un filosofo che incarna indiscutibilmente un Islam illuminato, segnato dalla volont� di conciliare fede e ragione, filosofia e rivelazione, Aristotele e Maometto. Calunniato da alcuni, esaltato da altri, ma in verit� raramente compreso, Averro� figura, in queste pagine, come l'ultimo grande pensatore dell'Islam dei Lumi.