Citazione spirituale

L'ora dei compiti

-

Come favorire atteggiamenti positivi, motivazione e autonomia nei propri figli

 
di

Angelica Mo�, Gianna Friso

 


Copertina di 'L'ora dei compiti'
Ingrandisci immagine

EAN 9788859006503

Esaurito
Descrizione
Tipo Libro Titolo L'ora dei compiti - Come favorire atteggiamenti positivi, motivazione e autonomia nei propri figli Autori Editore Centro Studi Erickson EAN 9788859006503 Pagine 133 Data settembre 2014 Collana Capire con il cuore
Per visualizzare l'indice clicca qui Nascondi

Angelica Mo� e Gianna Friso




L'ora dei compiti
Come favorire atteggiamenti positivi,
motivazione e autonomia nei propri figli

Presentazione di Cesare Cornoldi




Erickson
Indice




Presentazione (C. Cornoldi) 7

Introduzione 9

Capitolo primo
Da dove cominciare' 13
Capitolo secondo
Motivare ai compiti 21
Capitolo terzo
Emozioni e compiti 39
Capitolo quarto
Promuovere l'autonomia 57
Capitolo quinto
L'organizzazione 75
Capitolo sesto
Sostenere il metodo di studio 93
Conclusione 111

Bibliografia 115

Appendice
Strumenti utili per lo studio (a uso dei ragazzi) 119
Presentazione




La mia lunga esperienza con i bambini che incontrano difficolt�
di apprendimento mi ha portato a constatare quanto significativo pos-
sa essere il momento rappresentato dallo svolgimento dei compiti per
casa. Bambini che tirano alle lunghe fino a portare alla disperazione
i genitori o che si paralizzano di fronte alle consegne pi� semplici,
che a loro sembrano oscure o ambigue. Genitori che investono sui
compiti per casa e sullo studio come se si trattasse di aspetti cruciali
per i loro progetti di vita sui figli o che vivono un giudizio negativo
sul lavoro domestico dei figli come un giudizio sulla loro genitoria-
lit�. Insegnanti che assegnano attivit� per casa senza stimare bene
la difficolt� e la complessit� o preferiscono vedere i compiti svolti
interamente e in modo accurato piuttosto che verificare se siano stati
effettivamente svolti dai loro allievi e in autonomia.
La situazione pu� davvero rivelarsi insostenibile e richiede che
un momento cos� significativo del percorso di apprendimento di
uno studente sia preso in seria considerazione. Qualche volta mi
sono domandato se, soprattutto per le scuole a tempo pieno, non
sarebbe meglio abolire i compiti per casa (studio orale compreso).
In effetti, se dovessero mantenersi le vischiosit� e le inutili sofferenze
cui oggi assistiamo, questa sarebbe la soluzione pi� ragionevole. In
particolare durante l'attivit� scolastica pomeridiana, la pratica dello
studio potrebbe essere svolta e monitorata a scuola.
Abolire del tutto i compiti per casa pu� essere tuttavia poco
realistico e avrebbe lo svantaggio di rinunciare a sviluppare negli
studenti una capacit� di lavoro completamente autonoma. Come


7
intervenire, allora, per far s� che i compiti per casa si trasformino
effettivamente in un'attivit� utile, motivante e formativa' Questo
testo fornisce una risposta significativa di cui dovranno tenere conto
insegnanti, famiglie e operatori che aiutano gli studenti in difficolt�.
In questi anni abbiamo assistito alla situazione paradossale per
cui l'insegnante si riteneva non responsabile del momento dei compiti
per casa e ne scaricava l'intero peso sulla famiglia, frequentemente
impreparata a sviluppare un rapporto equilibrato sul tema. � vero:
l'insegnante ovviamente non pu� intervenire direttamente su quanto
accade a casa, ma pu� creare condizioni ragionevolmente favorevoli.
Ad esempio, pu� darne pochi e veramente fattibili in autonomia da
parte dello studente; assegnarli spiegandoli bene e assicurandosi che
lo studente li abbia ben scritti, fatti propri, compresi; valorizzarli e
dedicare ad essi attenzione quando sono riportati, ecc.
E il bambino pu� essere meglio preparato a organizzarsi nel
lavoro domestico con i compiti. In particolare, mi sono reso conto
che non � sufficiente contare sull'esperienza a scuola e sulla buona
volont� degli alunni quando ho visto le numerose difficolt� dei
bambini, che uniscono a eventuali pigrizie, frettolosit�, incertezze,
anche delle specifiche difficolt� di apprendimento.
Ringrazio quindi le professoresse Mo� e Friso per aver richia-
mato l'attenzione sull'aspetto rappresentato dallo svolgimento dei
compiti e averci offerto questo importante strumento. Penso che sar�
apprezzato da tutti coloro che si dimostrano sensibili alla maturazione
dello studente, ammettono l'importanza dell'autoregolazione e ne
riconoscono gli stretti rapporti con la motivazione. Le autrici, infatti,
proseguendo un percorso di riflessione avviato da molti anni, hanno
attribuito agli aspetti motivazionali una chiave fondamentale per cre-
are uno studente protagonista del proprio processo di apprendimento.

Cesare Cornoldi
Scuola di Psicologia
Universit� degli Studi di Padova




8
Introduzione




Motivare allo studio e rendere piacevole l'apprendimento
costituiscono importanti sfide educative. A chi tocca e come fare'
Certamente gli insegnanti svolgono un ruolo importante nel
riuscire ad appassionare e fare interessare i ragazzi alle loro discipline.
� dai docenti che i ragazzi traggono insegnamenti non solo concet-
tuali, procedurali o riguardanti specifiche informazioni, ma anche
sul significato che la materia pu� avere e sulla rilevanza di impararla.
� noto che i docenti in grado di trasmettere se stessi e la passione
per l'insegnamento della loro materia favoriscono un vissuto emotivo
positivo ed espressioni di motivazione intrinseca nei ragazzi, che se
all'insegnante piace meno un argomento, questo difficilmente entu-
siasmer� gli alunni, che le emozioni sviluppate in classe si contagiano
e vengono assunte dai ragazzi. L'insegnante pu� quindi essere un
importante veicolo di motivazioni ed emozioni. La realt� dei ragazzi
non si esaurisce per� con i momenti trascorsi in classe. Al rientro a casa
trovano altri ambienti e altri compiti di apprendimento. L'ambiente
familiare, culturale, ricreativo, dello sport, insomma la realt� in cui i
ragazzi sono immersi, � particolarmente rilevante nel costruire certe
motivazioni, nell'indirizzare e specificare valori, identificare obiettivi.
Anni di ricerche hanno confermato che il sistema di credenze
motivanti (o demotivanti) si costruisce nell'ambiente: genitori, figure
educative, compagni e insegnanti comunicano un modo di vedere,
interpretare, codificare la realt� e dare un significato ai risultati, all'im-
pegno, al fatto stesso di imparare. Tali modalit� vengono poi assunte
dai ragazzi, che a loro volta le trasmetteranno alle future generazioni.


9
Si tratta, in particolare, del modo con cui si spiegano i propri risultati
e le difficolt� (di chi � la colpa' � mancanza di impegno o di capaci-
t�' � il caso' � l'ambiente'), della visione delle proprie competenze
e capacit� (sono innate o acquisibili' si pu� sempre migliorare o c'�
un limite'), del valore dato all'impegno (come mero esercizio e zelo
o come strumento per sviluppare le proprie competenze e affinare
abilit�), del valore dato alle discipline (come semplici strumenti o
come modi per ampliare vedute, conoscenze, possibilit�), del perch�
e del per chi si studia (per non deludere, per fare bella figura o per s�,
perch� lo si ritiene importante e ci fa stare bene'), dell'importanza di
essere autonomi e di scegliere trovando sempre le modalit� migliori
per affrontare i compiti, da quelli che l'insegnante richiede a quelli
che la vita proporr�.
In questo contesto il ruolo dei genitori � rilevante, poich� sono
i primi che ' fin da quando i bimbi ancora non frequentano la
scuola ' possono trasmettere motivazioni, emozioni, atteggiamenti
fondamentali per la costruzione della motivazione.
Inoltre, sono loro, molto spesso, ad accompagnare nei com-
piti che usualmente gli insegnanti assegnano, indicando modalit�
per affrontarli, ma anche e soprattutto sottolineando il valore di
apprendere, attraverso la trasmissione di emozioni e di motivazioni
intrinseche: interesse, importanza, senso di competenza, percezione
di miglioramento.
Le proposte di riflessione e operative che troverete in questo
libro sono quindi animate da due necessit� parallele che i ragazzi
avvertono e che genitori e educatori possono soddisfare:
1. sostenere motivazioni funzionali all'apprendimento e un vissuto
emotivo caratterizzato principalmente da senso di sfida, speranza,
piacere anzich� da incertezza, ansia, rabbia;
2. promuovere modalit� di studio e di pianificazione efficaci che
facciano sentire competenti e artefici del proprio apprendimento.
Il volume � pensato per i genitori, ma rivolto ai ragazzi che, tramite
i loro �accompagnatori verso il futuro�, possono acquisire motivazioni,
emozioni, autonomia e capacit� di pianificare e affrontare lo studio.
L'impianto � metacognitivo, cio� volto a stimolare o comunque
avviare delle riflessioni, partendo dalla realt� tipica di ciascuno, dalle


10
fragilit�, ma anche e soprattutto dai punti di forza. Ci pu� essere il
caso del ragazzo che non riesce a cominciare, o si interrompe conti-
nuamente, o quello di chi vive lo studio con eccessiva preoccupazione.
A volte, a essere troppo agitati sono i genitori. In altre circostanze si
scopre che tali incertezze emotive e cali di motivazione sono secondari
a difficolt� nell'affrontare il testo scritto o nel pianificare. Capita
spesso che i ragazzi, infatti, si ritrovino a fare i compiti �all'ultimo
momento� o la sera tardi. Queste e tante altre situazioni possono
originare conflittualit� o esacerbare situazioni di per s� critiche, so-
prattutto quando la prestazione scolastica � pi� stentata o comunque
' come spesso accade ' potrebbe essere migliore.
A tutti i ragazzi alle prese con i compiti e con il compito di
�motivarsi e appassionarsi allo studio� porgiamo il nostro affetto e
la nostra attenzione, rivolgendoci ai genitori perch� li incoraggino e
siano in grado di trasmettere loro la bellezza di imparare e il senso di
sfida di fronte alle innegabili difficolt�, superate le quali pu� esserci
quella soddisfazione per la conquista che � altamente motivante e
piacevole e che costituisce il motore per affrontare con rinnovata
energia ogni futura richiesta.
In una prospettiva di apprendimento permanente, tali capacit�
di motivarsi, rimotivarsi, emozionarsi risultano sempre pi� cruciali.
Forza, allora, genitori e poi ragazzi' motivatevi ed emozionatevi,
facendo, riflettendo, trovando le migliori spinte per un apprendi-
mento di successo.


Struttura del libro e suggerimenti per la lettura

Il libro si sviluppa attraverso gli aspetti motivazionali, emotivi
e dell'autonomia, per poi passare a quelli strategici, legati alla piani-
ficazione e alle strategie di studio. Si completa poi con l'indicazione
di esercizi rivolti ai ragazzi e mirati a stimolare un approccio allo
studio efficace (si veda l'Appendice).
Prima di iniziare un percorso utilizzando i materiali presenti in
questo libro, il suggerimento � quello di testare le competenze e le
convinzioni gi� esistenti per comprendere quali sono i punti forti, su
cui fare leva, e quelli pi� deboli, da incrementare nel metodo di studio.


11
Capitolo secondo
Motivare ai compiti




Con �motivazione� si intende qualsiasi spinta che porti o ac-
compagni ad affrontare un compito o a perseguire un obiettivo. La
motivazione � movimento, ma � anche attrazione. In tale accezione
vi possono essere comportamenti non motivati e motivazioni che
rimangono latenti, non traducendosi in azioni. � molto probabile,
per�, che se c'� una motivazione, questa alimenti desideri, aspettative
e investimento di tempo, fino a tradursi in effettivi comportamenti.
Esistono molte teorie motivazionali. Alcune si focalizzano sui
bisogni innati e imprescindibili, altre fanno leva su convinzioni, valori,
obiettivi oppure enfatizzano l'importanza di alcuni elementi, quali la
percezione di competenza. Tutte richiamano anche la componente
emotiva. Ci� che ci attira e il raggiungimento di traguardi importanti
per noi sono sempre accompagnati da un vissuto emotivo che spesso
si concretizza in soddisfazione e piacevolezza, ma che pu� comportare
sfumature anche meno piacevoli.
In questo contesto approfondiremo due teorie motivazionali che
hanno dato luogo a ricerche nell'ambito dei compiti e delle relazioni
ragazzi-genitori-compiti.
Si tratta di quelle riguardanti:
' il valore: perch� fare i compiti'
' la percezione di competenza: sono capace' posso riuscire'
Ragazzi (e genitori) sono spesso in difficolt� perch� non
capiscono il senso di studiare certi argomenti, non assegnano il
giusto valore (non solo strumentale) alle discipline o non sanno
come fare. Ricordate la favola della volpe e l'uva' Poich� ' pur


21
Benedetti compiti...




26 � 2014, A. Mo� e G. Friso, L'ora dei compiti, Trento, Erickson
Traccia di riflessione

' Secondo lei, i compiti vengono assegnati per rinforzare conoscenze
gi� un po' padroneggiate o per promuoverne di nuove'
' � solo l'insegnante che pu� stabilire quando assegnare i compiti e
in quale quantit�'
' I genitori devono trovare del tempo da dedicare ai compiti dei
propri figli'
' Secondo lei, � meglio correggere gli errori o lasciare che i ragazzi
vadano a scuola con un compito eseguito in modo sbagliato'
' Provi a pensare a qualche situazione recente in cui non ha saputo
come reagire di fronte ai compiti di suo figlio.




! Da ricordare!

� importante che i ragazzi si confrontino il pi� possibile da soli
con i compiti che l'insegnante, e non i genitori, dovrebbero correggere.
Il genitore pu� svolgere l'importante ruolo di motivare e so-
stenere emotivamente, non perch� �deve�, ma in quanto �lo vuole�
e comprende che � importante (per le ragioni che illustreremo in
seguito).
Inoltre, conta pi� la qualit� del supporto fornito che non la
quantit� di tempo dedicata (dai genitori) ai compiti.




� 2014, A. Mo� e G. Friso, L'ora dei compiti, Trento, Erickson 27
I tempi dello studio




86 � 2014, A. Mo� e G. Friso, L'ora dei compiti, Trento, Erickson
Traccia di riflessione

' Secondo lei, la reazione della madre di Roberta � giustificata dalla
situazione' Come pensa reagirebbe al suo posto'
' Come cercherebbe di risolvere il problema'
' Che consigli darebbe a sua/o figlia/o se si trovasse in una situazione
del genere'




! Da ricordare!

I genitori possono facilitare l'organizzazione:
' aiutando il figlio a dividere i compiti pi� complessi in �step�, cio�
in piccoli passi pi� brevi e facili da svolgersi;
' suggerendo strategie di studio (si veda anche il capitolo sesto),
come ad esempio il fare attenzione alla divisione in paragrafi: ogni
paragrafo ha in genere un'idea centrale da cogliere; attenzione an-
che alle parole scritte in corsivo o grassetto: di solito sono parole
importanti;
' incoraggiando a individuare modalit� per meglio fissare i contenuti:
in ogni materia ci sono alcuni dati, nomi, conoscenze da memoriz-
zare; avendo capito a cosa si riferiscono, si tratta di non dimenticarli
(lo sforzo di ricordare richiede tempo, non basta avere capito!);
' abituando i ragazzi a darsi il giusto tempo per esercitarsi nell'esporre
oralmente l'argomento, organizzando un piccolo discorso con 3-4
parole chiave.
Non � semplice riuscire a organizzarsi tenendo conto di tutte
le sfaccettature dello studio: comprensione, ricordo, esposizione.
Comunque vadano le cose' � importante premiare il loro impe-
gno, quando si presenta, anche se non coronato da successo. � deludente
lo sforzo che passa inosservato!


� 2014, A. Mo� e G. Friso, L'ora dei compiti, Trento, Erickson 87

Non ci sono commenti per questo volume.