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Descrizione
Il concetto di barbarie � di difficile definizione: esso infatti � mutevole perch� cambia in base a chi osserva un modo di vita e lo qualifica come differente e inferiore. Differenze climatiche, geografiche e comportamentali hanno concorso nel mondo antico alla costruzione di barriere, di scissioni che frequentemente avevano una base etnica e talvolta razzista. Sono tuttavia numerose le sfumature con cui i greci prima e poi i romani si relazionarono con questi popoli posti al di fuori del mondo considerato civile: al disprezzo spesso si alterna l'ammirazione, per il vigore fisico e il coraggio, la supposta assenza di vizi e l'attitudine alla libert�. Si trattava di realt� che dunque percepivano con forza una reciproca alterit� ma che non furono mai davvero impermeabili in nessun momento della loro storia, e particolarmente in quei secoli complessi e affascinanti che costituiscono la tarda antichit� e l'alto medioevo. Bruno Dum�zil, insieme a Sylvie Joye, Charlotte Lerouge-Cohen e Liza M�r, percorre l'avvincente storia dei rapporti tra la civilt� greco-romana e "i barbari", proseguendo con la caduta dell'Impero Romano e l'alto medioevo, per arrivare poi alle interpretazioni moderne e contemporanee in pagine che ricordano ipotesi e spunti dei grandi storici e presentano le pi� recenti prospettive della storiografia.
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