Citazione spirituale

Introibo ad altare Dei. Il servizio all'altare nella Liturgia Romana tradizionale

di

Cuneo Elvis, Di Sorco Daniele, Mameli Raimondo


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Copertina di 'Introibo ad altare Dei. Il servizio all'altare nella Liturgia Romana tradizionale'
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EAN 9788889913925

Esaurito
Tipo Libro Titolo Introibo ad altare Dei. Il servizio all'altare nella Liturgia Romana tradizionale Autori Editore Fede & Cultura EAN 9788889913925 Pagine 280 Data 2009 Peso 360 grammi Altezza 2,1 cm Larghezza 1,5 cm Profondità 2 cm Collana Spirituale

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il 20 giugno 2009 alle 11:23 ha scritto:

Un vivo plauso ai tre Coautori, nonch� alla benemerita Editrice �Fede e Cultura�, per la sollecitudine con cui hanno risposto all�esigenza, sempre pi� diffusa, di maggior conoscenza della liturgia classica, specie dopo il Motu-proprio �Summorum Pontificum� (7 luglio 2007) del Pontefice f.r. L�unico rammarico �, per me, quello di darne notizia non con altrettanta sollecitudine, anche se ci� non � dipeso da cattiva volont�.
I Coautori non son preti, appartengono al mondo della musica e del canto sacro, specialmente a quello gregoriano. S�interessan pure di filosofia, di teologia ed ovviamente di liturgia. A tre mani � stavo per dire a tre voci � han composto questo �Vademecum�: un preziosissimo ausilio teorico-pratico per la retta celebrazione liturgica, considerata nella pi� ampia accezione del termine, non escludendo l�applicazione pratica del Motu-proprio sopra ricordato.
La materia � distribuita in modo un po� singolare: i primi dieci capitoli si riferiscono un po� a tutto quel che s�intende per liturgia: le fonti, i libri liturgici, i ministri, i paramenti, il luogo sacro, il canto e la musica, l�anno liturgico, la santa Messa, il Vespero, il servizio all�altare. Seguon poi tre parti dedicate all�apparato liturgico, alle cerimonie in genere e a quelle speciali.
Una prefazione dell�Em.mo Card. Dario Castrill�n Hoyos ed una postfazione del p. Konrad zu L�wenstein di Venezia, oltre ad una scelta e pertinente bibliografia, aggiungono un ulteriore prestigio a quello intrinseco dell�opera. Non si pu� che ripetere: un vivo plauso!
Trovo interessante � oltretutto perch� ho sempre sostenuto altrettanto � che la ragione della pi� facile comprensione dei testi, addotta dalla riforma conciliare, � mal posta: non si tratta infatti di ragione linguistica, ma di penetrazione del mistero e d�adesione ad esso, per la qual cosa pi� che la lingua vale la contemplazione orante. Utile anche la descrizione dei singoli passaggi cerimoniali per celebrare la liturgia tradizionale: i preti delle ultime leve sanno a mala pena che l�attuale rito s�inizi� con Paolo VI ed ignorano quello precedente; i preti della mia et� hanno in gran parte dimenticato il rito della loro prima Messa e del loro primo servizio ministeriale. Degna di nota anche l�osservazione sulle traduzioni ed il conseguente pericolo di slittamenti semantici nel passaggio da una lingua all�altra. Anche per questo, oltre all�espressivit� propria e alla duttilit� della lingua di Roma, sarebbe stato opportuno rimanere alla fissit� del latino. Esprimo infine la mia grande ammirazione per lo spirito di fede, di preghiera e d�amore alla Chiesa che i tre Autori esprimono in ogni loro pagina.
Se mi si permette, faccio un rilievo critico: non insisterei pi� di tanto sulla continuit� fra il nuovo rito e quello tradizionale, ed ancor meno fra il Vaticano II � globalmente considerato � e la Tradizione ecclesiastica. Che ci siano affermazioni in tal senso, nessuno lo nega; che sian qualcosa di pi� del famoso specchietto per le allodole, � da provare. Aggiungo che non basta qualificare la Tradizione con l�aggettivo �vivente� per giustificare ci� che le � estraneo: � un cavallo di Troia introdotto nella cittadella della liturgia e della Chiesa.


Brunero Gherardini




Estratto da: Divinitas. Rivista internazionale di ricerca e di critica teologica, 2 (2009) 237-238.

il 20 luglio 2009 alle 19:37 ha scritto:

Recensione su RADICI CRISTIANE, mensile diretto da Roberto De Mattei

Introibo ad altare Dei
Elvis Cuneo, Daniele Di Sorco, Raimondo Mameli - Fede&Cultura, Verona 2008, pp. 280, � 25

La Messa tradizionale, comunemente detta di San Pio, il cui uso � stato rivalutato dal Motu proprio �Summorum Pontificum� di Benedetto XVI (tecnicamente tale liturgia non era stata mai abrogata, ma il suo uso si era perso), � di una bellezza superiore, ma presenta oggettivamente qualche difficolt�, dovuta soprattutto al lungo oblio cui � stata sottoposta.


Giunge quindi estremamente utile questo manuale, scritto da tre giovani provenienti da studi di musica sacra, nonch� studiosi di teologia e letteratura, utile anche come ripasso per numerosi termini ecclesiastici (che differenza c�� tra pulpito e ambone? Qual � il ruolo dei monsignori di curia? Cosa rappresentano i vari paramenti?).


Il volume, che si avvale della prefazione del Cardinal Dar�o Castrill�n Hoyos, presidente della Pontificia Commissione �Ecclesia Dei�, si presenta come uno strumento necessario a tutti coloro � sacerdoti e laici � che desiderino riprendere l�uso della messa tradizionale, incontrando per� oggettive difficolt� nel preparare l�altare e servire la celebrazione eucaristica. Il messale di san Pio V, infatti, se da un lato con la sua struttura impedisce scivoloni di qualsiasi tipo, d�altra parte pu� risultare ostico a chi si � abituato a seguire la messa secondo il �Novus Ordo�, generalmente celebrata non in latino, bens� nella lingua del luogo. Se si comprende, invece, il valore di ogni singolo gesto effettuato dal sacerdote presso l�altare, lungi dal ritenere la messa tradizionale qualcosa di distante, si comprender� meglio l�alto significato del sacrificio che il sacerdote compie. Ad esempio il fatto � spesso ricordato dai critici della messa tradizionale � che il celebrante rivolga le spalle ai fedeli, va letto nel suo senso originario, cio� che si rivolge verso il Santissimo Sacramento, trasformando l�altare tradizionale (preceduto da alcuni gradini) in una rappresentazione del Golgota, dove si ripete il sacrificio di Cristo per tutti noi. Ed � per questo che la consacrazione, nel rito antico, riveste una maggiore sacralit� e permette una migliore concentrazione dei fedeli (che magari �parteciperanno� di meno, ma �sentiranno� di pi�).


Il �manuale� di Fede&Cultura contribuisce a comprendere questo rito � e in ci� si affianca ad altre importanti pubblicazione della stessa casa editrice: dal Messalino ordinario (ottimo per seguire la funzione) a quello festivo (necessario per celebrarla), dagli studi sulla messa di Francesco Agnoli e Mons. Klaus Gamber, alla risposta al clero modernista di Francesco Capello, per giungere alla pregevole antologia letteraria curata da Mario Palmaro e Alessandro Gnocchi.




(RC n. 46 - Luglio 2009)

il 29 gennaio 2011 alle 20:45 ha scritto:

Elenco completo delle recensioni al volume: http://fedecultura.com/introibo.aspx