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Umberto Masperi il 21 settembre 2012 alle 13:20 ha scritto:

AVVERTENZA.

Per un errore di trasmissione il mio precedente commento del 20 settembre 2012 alle 19:13 fa riferimento ad un altro DVD : San Paolo del regista Roger Yong, cui rimando.

Umberto Masperi il 20 settembre 2012 alle 19:13 ha scritto:

San Paolo.

La sua figura giganteggia nella Chiesa delle origini;la associamo al concetto di �apostolo delle genti�, della universalit� della Chiesa. Il nostro �presente�: quella stupenda stagione della chiesa dei nostri tempi,il Vaticano II, quando si comprese meglio, come mai prima, questa �vocazione� all�universalit� ed il problema ( da intendere correttamente) di �apertura� al mondo. Il grande papa Montini volle insistere nella sottolineatura e dare il suo esempio, a cominciare con la scelta del nome mai cos� appropriata (Paolo VI) e �proseguendo� con i viaggi , �uscendo� dalla �chiusura� del Vaticano, in cammino come gli Apostoli.

*Le svolte epocali si comprendono solo se si ha uno spessore storico ( da ricordare a certi �tradizionalisti�);la ricorrenza del mezzo secolo dell�inizio del Concilio ne potr� essere l�occasione, dopo la celebrazione dell�anno paolino che abbiamo alle spalle (2008-2009).
+ � Io sono giudeo, nato a Tarso � istruito ai piedi di Gamaliele nella rigorosa osservanza della legge dei padri,pieno di zelo per Dio, aemulator Dei � ( Atti,22,3)
+ �� sono vissuto come fariseo,secondo la setta pi� osservante, secundum diligentissimam sectam , della nostra (= dei Giudei) religione� ( 26,5)
+ � Io ho perseguitato( persecutus sum �edioxa) a morte questa Via mettendo in catene e gettando in prigione uomini e donne� (22,4).
+ � � mentre ero in viaggio e mi avvicinavo a Damasco � all�improvviso una gran luce venuta dal cielo mi folgor� tutt�intorno� (22,6)
+ � � tornato a Gerusalemme,mentre stavo pregando nel Tempio fui rapito in estasi ��. Ma egli mi disse:� Va�, perch� ti mander� lontano tra i pagani� (22,17.21)

^^^^ IL FILM. Penso che la maggior parte di noi �conosca� San Paolo dalla testimonianza delle sue lettere; la stessa celebrazione eucaristica le �utilizza� spesso nella �seconda lettura� della Liturgia della Parola. Forse solo chi ha letto alcuni libri di esegeti del nostro tempo sulla vita di San Paolo ha una �informazione� su Saulo prima della sua conversione. Questo film forse pu� offrire un�occasione utile in tal senso ( praticamente la sua prima met�). La narrazione filmica � ben fatta a questo livello, con scene a ritmo rapido, anche se si pu� avere l�impressione di poca attenzione alla dimensione interiore dei personaggi ( ma questo aspetto viene �recuperato� nel corso del film). L� INIZIO � fortemente carico di valore simbolico: la gara di lotta tra Saul (fariseo) e Ruben (sadduceo) in cui emerge la �forza� di entrambi ( teniamo subito presente che Ruben � personaggio di fantasia,voluto dal regista , Roger Young, che intendeva cos� sottolineare in �San Paolo� che nella sua vita dovette affrontare spesso grandi ostilit�, di persone e di ambiente. Capiremo con lo scorrere delle scene la �intensit�� della lotta tra i due,fino al drammatico esito finale).

BARNABA,PIETRO,GIOVANNI: l�attacco incessante dell�ambiente giudaico ( e romano) verso i seguaci di Cristo. La RESPONSABILITA� di Saul nell�uccisione (lapidazione) di Stefano ( qui abbiamo, a livello di linguaggio filmico, il rallentamento dello scorrere delle immagini con il silenzio che interrompe la voce della folla). SAUL ha fatto la sua scelta, dopo momenti di una certa �indecisione� di fronte alla furia di un Ruben ed altri ebrei nel volere la morte dei convertiti a Cristo . Trovandosi di fronte a Barnaba gettato in carcere, Saul incontra la capacit� di �resistenza� di costui; ad essa fa seguire subito la decisione di una energica repressione: Saul ha l�autorizzazione ufficiale rilasciata sulla pergamena ( che per� brucia mentre parla nella Sinagoga di Damasco, sottolineando che � la sua volont� a dover prevalere). In questa PRIMA PARTE il film ci mostra,con gli episodi testimoniati negli Atti, l�ostilit� di tutto l�ambiente giudaico verso Pietro e gli apostoli : questo lavoro ,perci�, ci � utile per �completare� quanto si pu� vedere in modo meno dettagliato nel film �Pietro� ( quello precedente , di questa serie, cui rimando). DOPO LA CONVERSIONE inizia la predicazione ( �sono un nuovo uomo con un nome nuovo:Paolo�).

POCHISSIMI RICHIAMI: a) Il confronto tra Pietro e Paolo (Pietro : � Prima i giudei, poi i pagani� dice rivolgendosi a Paolo che ritiene di doversi recare presso i pagani); b) Ma in seguito abbiamo Pietro che difende la sua nuova scelta ,di battezzare i pagani , davanti agli altri apostoli nella loro intransigenza;c) L�uomo Paolo nella sua fragilit� ( dopo che ci � stato mostrato l�arresto di Giacomo,da parte dei soldati romani,mentre battezza, e la sua uccisione): Paolo ha paura per la sofferenza (come gli aveva predetto il Signore) che avrebbe incontrato andando a predicare; d) L�inizio del primo viaggio di Paolo e Barnaba che sbarcano nell�isola di Cipro ( viene introdotto l�utilizzo di cartine geografiche che mostrano il cammino che viene percorso,utilizzo ripetuto in seguito altre volte ); e) Nella presentazione dei viaggi di Paolo vengono spesso citate le parole tratte dalle sue lettere ( un �limite�, osservo: non abbiamo precise indicazioni sulla fondazione delle �Chiese� � comunit� - nelle citt� pi� importanti sorte in esse; l�attenzione del regista � sempre focalizzata sulla persona dell�apostolo); f) Efficace anche la sequenza sul �primo concilio di Gerusalemme�.

INFINE: la ripetuta dichiarazione della volont� di recarsi a Roma; dopo aver subito dure prove, fino al reale pericolo di perdere la vita, il suo � Cesarem appello�, l�addio a Barnaba ( il commovente abbraccio) mentre sta per imbarcarsi; � il naufragio � l�ultima sequenza: il cammino che lo porta a Roma (vista da lontano).

*** Bravi gli attori,bravo il regista. Dopo aver �gustato� questo film, che ha un suo merito, mi vengono in mente le parole di San Paolo ( dopo quelle che ho posto all�inizio).

�Mihi enim vivere Christus est et mori lucrum�(Phil.1,21)


Umberto Masperi il 19 settembre 2012 alle 20:36 ha scritto:

Pietro.

Un ottimo lavoro,riuscito, da SEGNALARE a tutti, soprattutto a chi desidera anche procedere ad opportuni approfondimenti,andando oltre la �bellezza� filmica ( visto che ,se non erro, non abbiamo film sugli Atti degli Apostoli, testo di riferimento fondamentale in questo).
Il regista dimostra seriet� e competenza ;c�� fedelt� ai testi neotestamentari con le necessarie �integrazioni� ( talora si impongono in un film) che hanno l�utilit� delle sottolineature e di contenuti esplicativi.
Purtroppo un commento appropriato e doveroso ( lo merita!) richiederebbe ampio spazio. *** Alcune annotazioni, come �risonanze� in chi scrive.
La figura di Pietro � magistralmente interpretata dall�attore che tutti conosciamo,Omar Sharif, che, senza forzature, rende viva e �vera� la complessa personalit� del � primo� tra gli apostoli.

PARTE PRIMA. * Il dramma di Pietro appare subito nella sua autenticit� ,come realt� �interiore� ma collegata a precisi eventi ( ad es. il flash back dell�ultima cena e dell�arresto). Osserviamo il suo pianto ( talora � disperazione) mentre da lontano guarda Cristo crocifisso sul Golgota. E poi � proprio a lui che gli altri apostoli chiedono che sia loro guida. La sofferenza si accentua in quel Pietro che assiste alla sepoltura.
Dopo il sepolcro vuoto Ges� lo �incontra� nelle vesti di un mendicante che chiede la carit� ( o chiede � quell�amore che deve sorgere dalla disperazione?). E� sempre un dramma interiore,tutto personale, attraverso ripetuti flash back, come il rinnegamento dopo l�arresto del Maestro.
*Il regista ha fatto una scelta realistica e significativa: accostare Pietro e Saul(Paolo).Questi � , nel pieno contrasto col primo, l�ebreo zelante,tutto sicuro di s�, che procede imperterrito nella lotta contro i discepoli di Cristo ( e quale �semplicit��, scelta dal regista, nel mostrare il martirio di Stefano!). La volont� di essere fedeli al comando di Cristo risorto si scontra con paura che accomuna tutti ( nella consapevolezza di non poter riuscire a farsi capire predicando la parola del Salvatore). Quando il centurione chiede di essere battezzato ( lui � pagano,non ebreo ! ) � come fossilizzata la convinzione degli apostoli di dover rivolgersi solo agli Ebrei.
La prigionia di Pietro � connotata da un senso di delicatezza: dapprima udiamo la recita del �Padre nostro�� nel luogo di riunione dei discepoli e subito � la sua continuazione sulle labbra di Pietro prigioniero (le parole della preghiera insegnata da Ges�). Il ricorso al contrasto: 1) sequenza su Saul, con la sua sicurezza sulla via di Damasco , che viene colpito ed atterrato;2) passaggio immagine:Pietro a terra,in prigione, liberato da una luce intensa ( la voce di Dio: �Saul,Saul �� � un tenue sussurro, non quella forte-squillante come la orgogliosa voce umana. Dio parla al cuore: � � La voce di Ges� ti rimane dentro, una fiamma che non si spegne pi�� ).
Significativa la sequenza che mostra Pietro che descrive a Saul ( ora Paolo) la sua �esperienza� dell�incontro che ebbe con Ges�, mentre stava preparando le reti della pesca.
*LE DIFFICOLTA� della �prima comunit�� sono indicate realisticamente, ma soprattutto nel loro �giusto� contesto: pensiamo solo allo �scontro� di Mattia con Paolo. Il primo ( come anche il Pietro dubbioso e consapevole della sua responsabilit�) � legato alle tradizioni ebraiche ( rifiuto di �contatto� coi pagani), il secondo ha maturato il principio dell�universalit� dell�annuncio della salvezza. PIETRO � incerto, la sua preoccupazione � di MANTENERE l�UNITA�. E qui una scelta filmica bella e commovente: Pietro si reca da Maria alla quale chiede consiglio su come comportarsi verso i pagani ( non � forse il profilarsi della verit� di Maria come �madre della Chiesa�, mater ecclesiae?). Segue voi il dialogo cos� bello, mentre �colpisce� l�immagine di Maria che impasta la farina, prepara il pane,aiutata da Pietro che versa acqua;poi � il pane spezzato dagli apostoli.
*Avviamoci alla fine di questa prima parte: due sequenze nel loro profondo simbolismo: 1)Pietro,esortati i discepoli a superare le incertezze, li conduce su una barca,�insegna� loro a pescare e � ad uno ad uno li chiama al timone dove si trovava lui; chiama anche Paolo.2) L�invio e la partenza per le varie destinazioni di ogni discepolo che vediamo battezzare gente di �ogni razza�, e provenienza. Altre due: 1) Paolo a Roma insegna l�amore di Cristo ( episodio dell�adultera);2) Marco sveglia Pietro da un sogno ( Ges� che diceva: �Quando sarai vecchio ��) e gli porta la richiesta affinch� si rechi a Roma (Pietro,vecchio e debole, GRIDA la sua sofferenza: perch� anche se vecchio viene di nuovo chiamato, in quella citt�?).

*** SECONDA PARTE : Pietro e Paolo nella Roma imperiale ( ricostruzione di fantasia per ovvia mancanza di documenti ),prevale la Roma per� del popolo . Un Paolo che richiama nell�aspetto l�immagine di Cristo, un Pietro chiamato ad un compito che supera le sue capacit�; quindi in mezzo alla folla di Roma come Ges� lo era tra la sua gente, fino al martirio, sulla croce, mentre ha sulle labbra le parole: �Padre nostro ��. � E liberaci dal male�.

(+++ Post scriptum . Anni fa un biblista francese scrisse un libriccino ( �indirizzato � a �noi� � giovani liceali) dal titolo:�Giovinezza perenne del Vecchio Testamento� , poi seguito da : � Questo testamento sempre nuovo�). Adesso, con quel ricordo di un �primo incontro �, vorrei parafrasare: giovinezza,ATTUALITA�, perenne di quei discepoli,delle prime comunit� ( l� �attualit�� ,pensiamoci, non � la sciocca banalizzazione di uno ��Jesus� di Roger Young, ma la GENUINITA� della TRADIZIONE che si rinnova in chi ha avuto il dono della fede e sente il bisogno del �ritorno� alle origini) . Che bello se ci fossero DVD dedicati alla patristica, ai �padri� della �Chiesa� e � non solo ad Agostino di Ippona !).

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ANTONIO DE LUCA, delucaantonio2002@libero.it il 19 settembre 2012 alle 17:03 ha scritto:

film che evidenzia come la conversione al Signore possa renderci sereni e felici

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Umberto Masperi il 18 settembre 2012 alle 14:17 ha scritto:

E questo film meriterebbe un commento ( dopo averlo seguito con la massima attenzione e continue annotazioni )? Non prendiamoci in giro.

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Umberto Masperi, masperi.umberto@yahoo.it il 17 settembre 2012 alle 14:54 ha scritto:

SALOMONE. �Osserverai i precetti del Signore tuo Dio, camminando nelle sue vie e praticando i suoi comandamenti�, observa decreta Domini Dei tui, ut ambules in viis eius et custodias statuta eius et praecepta eius (1 Re 2,3): cos� aveva esortato Davide,
morente, suo figlio Salomone.

SALOMONE. Un nome che racchiude quello che tutti hanno invocato sempre (shal�m ,la pace), una figura che sar� ,nei tempi ,sinonimo di �sapienza�.

Una �trama� meno complessa se confrontata con quella dei primi due re,Saul e Davide; la teniamo presente seguendo il testo della Bibbia (1 Re,1-11),sintetizzando.

+ Adonia, dopo la morte dei due fratelli maggiori Amnon ed Assalonne (come abbiamo visto nel precedente DVD dal titolo�Davide� ), ritiene di essere erede del padre . Davide ,per�, aveva scelto l�altro figlio ,Salomone; sar� quindi questi ad essere consacrato. Il giovane re Salomone, da abile �politico�, rafforza il potere eliminando ogni ostacolo a partire dall�uccisione di Adonia, sposando poi la figlia del faraone d�Egitto. + In sogno chiede a Dio � � un cuore che sappia governare il popolo in modo da distinguere il bene dal male�. Dio lo esaudisce completamente:� Ecco io ti dono un cuore saggio e perspicace (sapiens et intelligens) come non ci fu prima di te n� uguale sorger� dopo di te. Anzi io ti dono pure quanto non hai chiesto, cio� ricchezze ed onore, cos� che tra i re non ci sia mai alcuno uguale a te�.
+ La �saggezza� si mostra subito: il famosissimo episodio della contesa tra le due donne che litigano,rivendicando, ognuna, per s� il figlio oggetto di contesa e Salomone che si fa portare una spada (col seguito che nessuno ignora). + Il regno di Salomone � caratterizzato dalla sua vasta estensione e dalla pace che trionfa: �Salomone dominava su tutti i paesi,dal Fiume ( cio� l�Eufrate ) fino al paese dei Filistei e al confine d�Egitto� � �e v�era pace tutt�intorno ai suoi confini�. Oltre a questo tono certo esagerato non manca un�altra esaltazione: � Dio concesse a Salomone sapienza ed intelligenza grandissima e un cuore vasto come la sabbia sulla spiaggia del mare� �. �Egli fu il pi� sapiente di ogni altro uomo ,sapientior cunctis hominibus, � �La sua fama si diffuse fra tutte le nazioni circonvicini, nominatus in universis gentibus per circuitum� � � Venivano ad udire la sapienza di Salomone, da tutti i popoli e da tutti i re della terra�.
^^^ Il testo biblico dedica ampio spazio alla descrizione della costruzione del Tempio.
Abbiamo,infine il famoso episodio della regina di Saba che si reca a fargli visita. Come se non bastasse, l�ultimo capitolo di 1 Re ci d� quasi l�immagine di un �sultano� ante litteram ( ma una ragione c��): � Am� � molte donne straniere, moabite,ammonite,idumee,sidonie,hittite, dei popoli di cui il signore aveva detto ai figli d�Israele: � voi non andrete da loro� � �Invece Salomone si leg� ad esse per amore:egli ebbe settecento principesse per mogli e trecento concubine.� Ecco il punto: la DISOBBEDIENZA a Dio ( come nel paradiso terrestre). Le conseguenze si impongono : �Quando fu vecchio, le sue donne gli sviarono il cuore dietro le divinit� straniere e il suo cuore non fu pi� tutto del Signore suo Dio,nec erat cor eius perfectum cum Domino Deo suo�� �Segu� Astarte,dea dei Sidoni, e Milcom,obbrorio degli Ammoniti�. Ci troviamo di fronte alla pi� forte contraddizione :il �re pi� sapiente� che nella massima stoltezza si allontana da Dio.
� Epilogo�: dopo la sua morte c�� la conferma di come la potenza e la ricchezza ,costruite dall�uomo e su cui l�uomo si �basa�, sono della massima fragilit� quando ci si allontana da Dio. Il figlio Roboamo,suo successore, si scontrer� con Geroboamo ( uomo valente e gagliardo,vir fortis et potens). Il regno verr� diviso: regno di Geroboamo (930-910),Regno di Roboamo in Giudea (930-914).

*** Passiamo al film : viene in parte evitato il pericolo di puntare sulla spettacolarit� e grandiosit� ( per�: perch� quell�inizio sulla corsa a cavalli nella sfida tra Adonia e Salomone dal sapore troppo alla Ben Hur, colossal musica compresa? ). Il regista Roger Young si avvale di attori che riescono a caratterizzare il proprio personaggio con sicurezza ( a cominciare da Ben Cross-Salomone) anche se ha voluto dare ampio �spazio� (un� eccessiva mezz�ora) alla fanciulla-regina di Saba ( attrice Vivica Fox, dalla bellezza delicata , un incanto di occhi stupendi e pelle vellutata , ma � africana?!) costruendovi una love story con passione travolgente,coronata dalla decisione di diventar moglie di Salomone fino ad avere un figlio : una regina di Saba che ripete quanto c�era di �caricato� nel rapporto con la prima moglie, la figlia del faraone,all�inizio.
Intrighi di corte � conflitti � lotte per il trono � ma sembrerebbe che siano proprio alcune donne a meritare la nostra attenzione;due esempi:
Abisag-Cucinotta :semplicit�,delicatezza,spirito di servizio fino quando la vedremo poi madre di due splendidi figli.
Betsabea-Anouk Aim�e: credibile moglie devota al �suo re� Davide, con tenerezza ma anche molta determinazione; poi �regina-madre� forte, intelligente, volitiva accanto al figlio Salomone che inizia a regnare dopo la morte del padre. Giustamente il film insiste sul �decadimento� di Salomone :religioso, morale e � umano, oltre che fisico, con la costante presenza, accanto, di Geroboamo (cui il regista ha voluto dedicare non poca attenzione).
Personalmente trovo che stoni il far pronunciare a Salomone frasi famose del Qohelet ( anche se una certa tradizione ne attribuiva la paternit�); colpisce quel ��la sapienza � un fardello che Dio ci ha dato�.
Opportunamente si sottolinea la gravit� delle colpe di Salomone nel suo scontro con il sacerdote che gli tiene testa sfidandolo apertamente: � Anche i re devono saper sottostare alla legge�, verit� che non dobbiamo percepire anacronisticamente con mentalit� illuministica anti assolutista, ma nella pregnanza biblico-mosaica ( la LEGGE,quella �legge�).
Il film termina con le parole di Geroboamo (dopo la morte di Salomone ) che sono realisticamente la proclamazione della responsabilit� di quel re, il pi� sapiente tra tutti:
�Non siamo pi� una nazione; la gloria di Salomone � finita per sempre�.

*** Non pi� una nazione: la storia di quel popolo continuer� attraverso i secoli scandita su questo dramma, ma la voce narrante � ci ricorda (ricorda all�uomo di fede):
�Ma Dio rimase fedele alle sue promesse�. .... Quelle promesse che si rinnoveranno, in un contesto tutto particolare,nell�et� dei PROFETI


Umberto Masperi il 16 settembre 2012 alle 13:47 ha scritto:

Davide.

Con questo film su Davide il cammino attraverso la storia del popolo eletto giunge ad una fase ben precisa e storicamente databile : mille anni prima di Cristo.
Israele sta per diventare una vera nazione mentre nel Medio Oriente le grandi potenze della Mesopotamia e dell�Egitto hanno perso il loro ruolo egemone e la �minaccia� viene dai popoli confinanti come lo era stato nel periodo precedente dei Giudici, quando abbiamo incontrato la figura di Sansone. Si avverte la necessit� di una monarchia : Davide � il secondo re,dopo Saul. Il sovrano ha duplice carattere: � re come i sovrani degli altri popoli, ma � sacerdote-profeta che riceve l�unzione. Nei mille anni che seguiranno si prepara l�evento pi� straordinario di ogni tempo : un �nuovo Regno� con la venuta del Messia,il Cristo,l�unto, re sacerdote e profeta �regno di Dio�in terra, uscito dalla casa di Davide.

� Davide:tutti gli studiosi sottolineano la complessit� della sua figura (1011-971 a C.) che la Bibbia tratta con notevole ampiezza; una complessit� che � quasi �preannunciata� da chi lo ha preceduto e da una situazione precisa.

� + �I filistei attaccarono battaglia,Israele fu sconfitto � la sconfitta fu veramente grande � l�arca di Dio fu catturata� (1Sam. 4,10-11).
+ � I Filistei, presa poi l�arca di Dio, la introdussero nel tempio di Dagon e la deposero presso Dagon (5,2).
+ � Quando divent� vecchio Samuele � i suoi figli non camminarono sulle sue orme � (8,1). �Tutti gli anziani d�Israele � gli dissero:� Stabilisci su di noi un re �.�.
+ � Samuele prese l�ampolla dell�olio e la vers� sul capo di lui (= Saul) �.

a) SAUL ,il primo re, si trova nella ricorrente tentazione di fare di testa propria ,venendo meno alla fedelt� a Dio. Un giorno la scelta del Signore,tramite ancora Samuele, cadr� su di un altro ( � mi pento di aver costituito re Saul perch� egli si � allontanato da me� �); cos� �entra in scena� Davide (�Il Signore disse a Samuele:� �riempi il tuo corno d�olio e va�;ti mando da Iesse, il betlemita, perch� ho veduto tra i suoi figli il mio re�). b) DAVIDE : da pastore a scelto del signore; vive presso Saul ed emerge con importanza dopo l�uccisione di Golia, salva Israele, di vittoria in vittoria (� Le donne danzavano ripetendo il ritornello :�Saul colp� le sue migliaia, ma Davide le sue miriadi� � Percussit Saul milia sua,
et David decem milia sua � ). L�ira domina sempre pi� Saul , �uno spirito maligno di Dio�spiritus Dei malus, in lui, lo porter� a minacciare pi� volte la vita di Davide, con l�epilogo, dopo tormentate vicende, della tragica sua fine, sconfitto dai Filistei : si suicida (� prese la spada e si gett� su di essa�). Il testo biblico con crudo realismo prosegue ( ma questo non lo troviamo nel film): �Essi (= i Filistei) troncarono la testa di lui e lo spogliarono delle armi � deposero le sue armi nel tempio di Astarte , mentre il cadavere lo affissero alle mura di Bet Sean�.

*** Passiamo al film.

A) PRIMA parte: inizia con la scena del suicidio di Saul;segue il trionfo di Davide-re. Lungo flash back sulla vita di Saul che occupa praticamente quasi tutta questa prima parte . Nella ripresa su Davide, con la sua incoronazione ( efficace la scena della caduta della corona dalla testa di Saul per giungere a Davide) non sar� pi� il perseguitato. Sar� anche lui per� vittima di un altro male: il peccato con Betsabea.
A livello filmico va notato l� efficace interpretazione dell�attore Jonathan Pryce ( che ci restituisce un Saul nella sua tragica figura), come pure la indovinata scelta di inserire nelle scene citazioni tratte dai Salmi che,sappiamo, la tradizione attribu� numerosi a Davide.

B) SECONDA parte: anche la complessa figura di Davide � colta nel suo spessore; la sua fragilit� lo accomuna a tutti gli uomini, ma ha una grandezza che lo distingue: la forza di riconoscersi peccatore e chiedere perdono . La visione di questa parte ci permette di seguire quanto � forse meno �conosciuto� della vita di Davide: come il male opera all�interno della sua famiglia, fino al tragico e sconvolgente scontro tra il re e suo figlio Assalonne, con la sconfitta e morte di quest�ultimo.
Davide rientra in Gerusalemme,acclamato dalla folla che agita rami . Ha �perso� due figli che hanno scelto la via del male; li piange (inutilmente aveva tentato di evitare la loro morte, sulla strada di un perdono e di una clemenza che fu osteggiata come segno di debolezza). Nella sequenza finale vediamo la figura di quel figlio bambino che sar� l� �uomo della pace�, e che ,non macchiandosi le mani di sangue, per volont� di Dio costruir� il Tempio:SALOMONE.

(Una valutazione: DVD prezioso da valorizzare per ritornare spesso al testo biblico).

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Umberto Masperi il 15 settembre 2012 alle 10:17 ha scritto:

Sansone ( shemesh, sole: figlio del sole. L�uomo poi reso cieco).
Dalila ( lajlah, la notte).

Ognuno di noi porta in s�, a livello inconscio soprattutto,alcuni ricordi dell�infanzia, o della giovinezza, che,talora, riaffiorano nei sogni (chiss� perch�; ma ,seguendo Freud, lo possiamo comprendere) o giungono con vivacit� alla nostra mente-immaginazione ( ed in chi � un po� avanti con gli �anta� sono ancor pi� chiari delle percezioni vicine nel tempo).
Recuperiamo pure questi ricordi che ci stimolano a capire ci� che ci ha portato ad essere quello che siamo ancora adesso. ^^^ Durante l�ora di catechismo, sempre i racconti della Bibbia, attraverso le parole del catechista o del sacerdote, assistente dell�oratorio. Quella volta: Sansone ,cieco, che �abbraccia� le colonne, le abbatte e rimane schiacciato con i suoi nemici, i Filistei. Ancora: quel compagno che in determinate occasioni ripeteva, con �gusto�: �Muoia Sansone con tutti i Filistei�, e magari ti saltava addosso,per la lotta nel gioco.
(La fantasia del fanciullo lo abbinava subito all�altra immagine, raccontata sui banchi di scuola: Ercole, dalla forza sovrumana) . Le sue imprese: con le nude mani uccide,fa a pezzi, un leone (et dilaceravit leonem, quasi haedum in frusta concerperet, come un capretto ),con una mascella d�asino colpisce mille uomini :inventamque maxillam asini recentem arripiens percussit in ea mille viros).

L�immagine della fantasia avrebbe in seguito trovato ancor pi� alimento nella visione del film: �Sansone e Dalila� (Samson and Delilah) 1949, con il muscoloso Victor Mature, attore simpatico e dal volto sempre un po� triste e quasi sofferente, con una giovane fanciulla , solare,Angela Landsbury ( chi non l� ha mai �amata� ed apprezzata nei suoi ruoli televisivi?) ed una bellissima Hedy Lamarr (Dalila).

Adesso l�occasione da non perdere per �confrontarci� con il �presente� (a) ... nostro, non pi� da fanciulli; b) ... di questo film del 1996 , con la regia di Nicolas Roeg che ,in coppia con Allan Scott ,sceneggiatore e produttore cinematografico, si impegn� nella serie televisiva). Essendo stato recensito come film di alto livello che si attiene al testo biblico , ho avvertito la necessit� di rileggere le parole della Bibbia prima della sua visione, dato che il � Libro dei Giudici� dedica solo quattro capitoli (13-16) a Sansone , e chi ha prodotto il film ha dovuto �arricchire� ,aggiungere elementi per caratterizzare ,pi� ampiamente, i personaggi ed il racconto. Qualche rilievo.

*** A. La FIGURA
La Bibbia ci presenta Sansone come il figlio annunciato dall�angelo di Dio ad una donna sterile (� Sar� nazireo nel tuo seno;per questo il rasoio non dovr� mai accostarsi alla sua testa�), �chiamato� ad una missione:�Comincer� a salvare Israele dall�oppressione dei Filistei�.
Il CONTESTO STORICO
Siamo all�epoca dei Giudici cosiddetti �maggiori�; dominano i Filistei ( secondo gli storici uno dei �popoli del mare� che ,conoscendo l�arte di lavorare il ferro, aveva una superiorit� sugli abitanti di Canaan); quei Filistei che daranno il loro nome alla Palestina (eretz Pelishtiyim, "terra dei Filistei) e che la Bibbia condanna per l�idolatria ( culti della fertilit�, prostitute sacre come sacerdotesse).
Risulta chiaro, pertanto, l�inizio del cap. 13:� Gli Israeliti ripresero a compiere ci� che � male agli occhi del Signore il quale li abbandon� in mano dei Filistei, per quaranta anni�. Sansone �benedetto dal Signore�(� et benedixit ei Dominus�) sar� giudice per venti anni (� iudicavitque Israel � viginti annis�); anche lui vittima del peccato ( dopo il matrimonio con una donna cananea, non sapr� resistere a lei,Dalila,la notte = lajlah , che con l�inganno lo porter� alla rovina ), alla fine riuscir� a redimersi col sacrificio della sua stessa vita.

^^^ I quattro capitoli della Bibbia : �� raccolgono aneddoti pittoreschi e popolari concernenti un eroe locale,dotato di forza sovrumana, grazie al nazireato, ma sedotto dalle donne�( cit. da � Bibbia Emmaus�, San Paolo). ^^^ Sansone, infatti, fin dalla nascita era nazireo (nazir:consacrato), ma l�amore per le donne cananee ( fino a Dalila) segner� la �rottura� della sua consacrazione (taglio dei capelli) con la perdita della �forza� ( in tutti i suoi pregnanti significati,a partire da quello fisico ); subir� ogni umiliazione , verr� incatenato ad una macina (in stato di schiavit�: vinctum duabus catenis aeneis et clausum in carcere molere fecerunt) fino a divenire oggetto di presa in giro ( ludebat ante eos , en�paizon = trattato da bambino,pais). L� �amore� verso una donna ,se si pone sul piano della lussuria, fa regredire a quel livello, togliendo la vera dignit� ( come anche la letteratura di tutti i tempi, in tal caso, insegna).

*** B. Passiamo ora al film. All�inizio viene inquadrato con un imponente primo piano il disco solare di fuoco perenne , tra fiamme, mentre scorrono i titoli. Una voce narrante, che � la caratteristica di questo film, ci accompagner� di frequente nello svolgimento della trama: ha funzione didascalica, illustrando il significato degli episodi, con opportune spiegazioni di tipo �contenutistico�; la narrazione filmica � veloce e si evita cos� un pericolo di pesantezza ,in quanto predominano azioni all�interno di ambienti, QUASI come il vecchio Kammerspiel, se cos� posso azzardare.. a) Si coglie un preciso realismo in alcune scene; ne ricordo una: la circoncisione del neonato Sansone,mentre si cantano inni in lingua ebraica ( ma perch� mentre viene circonciso, con quella realistica inquadratura ,il bambino non piange? Sembra un madornale errore, eppure trova spiegazione pi� avanti: dialogando con Ira il padre di Sansone risponde ad una domanda, dicendo che pianse solo per un�ora dopo la nascita, mentre da allora mai pi� , per la sua resistenza eccezionale).
b) Tra i personaggi appare anche Dalila ( che sar� protagonista nella seconda parte).Tariq spiega a Dalila il significato del suo nome: �desiderio�. Nel titolo ho seguito l�indicazione : � notte�,lajlah, mentre altrove troviamo Delilah, che significa "delicata", "debole", "amorosa�( radice dolal, "languire", "vacillare"). C�� chi pensa a "povera", "misera"I . Nel �Piccolo dizionario biblico�Jesus, : �ricciolo ondeggiante�. Freno la fantasia: in ogni caso la sua realt� di seduttrice filistea � passata attraverso i secoli.
c) Mancano i grandi scenari dei precedenti film , quindi anche la colonna sonora � rapportabile a questo aspetto.

*** C). La SECONDA PARTE del film � la vicenda di Sansone e Dalila in senso stretto. L�inizio ci mostra Sansone diventato giudice; il regista fa spiegare da lui stesso il concetto di base della realt� che lo caratterizza: la forza. �Che cos�� la forza?� �La vera forza � fare ci� che Dio ci chiede di fare� dice Sansone ai bambini che sta istruendo. �E� la fede la vera forza�. Un�ultima osservazione(tralasciandone altre interessanti che si potrebbero fare). La figura della madre: la donna sterile che aveva dato la vita al bambino consacrato al signore appare spesso in momenti significativi, quasi avvertisse una sua �responsabilit�� di opporsi agli errori del figlio fino � fino alla sequenza finale mentre viene portato il corpo di Sansone alla sepoltura , passando accanto al luogo dove le era apparso ( e riappare ancora ora, nella scelta filmica) l�angelo che le annunciava il suo concepimento.
Anche lei,madre, unir� a quella del figlio che abbatte le colonne del tempio la sua voce ( �Perdona il tuo giudice, o Dio� / � perdona mio figlio�).

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Umberto Masperi il 13 settembre 2012 alle 18:16 ha scritto:

Mos�

A . Soffermiamoci su quel cesto di papiro che ,trasportato dalla corrente, galleggia sulle acque che riflettono la luce con scintillii quasi fossero stelle nel firmamento: Mos�.
Il �salvato dalle acque� (masha,ebraico), anche il�figlio� (mose,egiziano) � chi incontriamo nella visione di questo DVD, nella duplice valenza linguistica 1) della forma ebraica, perch� fu salvato per essere il messaggero di salvezza tra il suo popolo, e 2)della forma egiziana ( figlio del suo popolo in schiavit� per diventare la guida del popolo nel cammino della salvezza.)
Combattiamo la tentazione di portare in noi l�immagine a)del �colossal�( pur �benemerito�: quante volte nella nostra giovinezza venivano proiettato in una saletta oratoriana o parrocchiale �I dieci comandamenti�,1956, e proprio per noi ! ), e b) della figura dell�eroe imponente di un Charlton Heston, o di un Burt Lancaster (� Mos�,la legge del deserto�,1974), i quali , forse, ora,dal cielo � mi rimprovereranno ( ma abbiamo reso familiare e �simpatica� la figura di Mos� a milioni e milioni di persone nel secolo scorso!).
B. �E� Dio ad agire e a portare la salvezza,sempre, anche se si serve di uomini�, osservava Borgonovo nella scheda biblica di Giuseppe.
E talora verrebbe da aggiungere: e di quali uomini ! ( Mos� era probabilmente balbuziente, nam impeditioris et tardioris linguae sum - Iskhv�foros kai brad�glossos eg� eimi, di secca voce e di lenta lingua; ma Dio interviene:
et ego ero in ore tuo ,eg� ano�xos to st�ma sou , �sar� su�, �aprir�, la tua bocca; Num. 12, 3.8) ).
C. Il Mos� dell�attore Ben Kingsley , un Mos� molto pi� semplice ,col volto segnato dal timore del fallimento,che qui incontreremo ci far� ancor pi� riflettere dell�eroe del colossal: lo ameremo come ci insegna il libro dei Numeri: � � il pi� mansueto di tutti gli uomini apparsi sulla terra vir humillimus super omnes homines, qui morabantur in terra, il pra�s sf�dra, mite assai ,dei Settanta). Sottolineiamo pure il merito del regista Roger Young ( gi� incontrato con �Giuseppe�) con i 40 attori nei ruoli principali,le 7000 comparse, sullo sfondo delle montagne del Marocco ( ormai divenute familiari a chi segue la serie dei DVD), che si �muovono� su 100 kilometri di piste preparate per realizzare un vero capolavoro filmico. A livello di linguaggio filmico ,ad es., � efficace ,nella scena del roveto che brucia, la scelta del campo lungo con Mos� prostrato a terra, come vengono curati i primi piani del volto di Mos�, oppure quelli che potremmo definire i �contrasti � (Mos� che ritorna in Egitto dal �suo� popolo, dopo essere stato accolto da Ietro,sacerdote di Madiam, su un piccolo asinello in contrapposizione col cammello imponente di Aronne; la voce squillante di un Aronne entusiasta che contrasta con il volto dubbioso di Mos�,ecc.); curata con realismo la ricostruzione dell�interno della casa del faraone ben diversa dal palazzo di marmo hollywoodiano cui ci hanno abituato gli altri film. La nostra attenzione pu� rivolgersi anche alla Festa degli azzimi prima della partenza ( il pasto con l�agnello, che precede l�uscita dall�Egitto, con opportuna sobriet�).
D. Il deserto � il luogo della prova, durante il suo attraversamento, a partire dalla fame che tormenta : gli uomini mormorano ed ecco il cibo �dal cielo� ( manna,quaglie) che verr� sempre richiamato anche nei testi evangelici nella prospettiva del pane che d� vita eterna agli uomini; non manca la prova anche circa la figura di Mos�-giudice, con l�obiezione di Ietro ,quando di nuovo incontra Mos� ( pericolo di cadere dalla schiavit� d�Egitto ad un�altra forma: schiavit� sotto la legge di Dio accettata solo per paura del castigo, quasi un �anticipo� dell�hegeliana visione dialettica giovanile sulla religione ebraica).
E. Il MONTE (Sinai , Oreb): sempre a livello filmico c�� �materiale� per le proprie osservazioni, valorizzando l�occasione della visione del DVD per riaccostarci sempre al testo scritto.

^^^ Come post scriptum una mia �critica�: sarebbe stata veramente della massima importanza una scheda biblica su Mos� che ; non dimentichiamo il Pentateuco-Torah con i testi fondamentali di ESODO,Levitico,Numeri,Deuteronomio, su cui avrebbe potuto fare un cenno l�esegeta nel suo commento.

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Umberto Masperi il 13 settembre 2012 alle 11:04 ha scritto:

GIUSEPPE

* �E� gi� libero,perch� il suo dio � con lui�

�Non siete stati voi a mandarmi qui,ma DIO�

�Dobbiamo essere una famiglia�.

Terminavo il DVD su Giacobbe ( la cui figura � ancora totalmente presente in questo su Giuseppe,scrivendo: �� storia tanto famosa che ancor pi� ci �provoca� in quel dramma di dissidio tra fratelli,struggente nel coinvolgimento del padre ��.

La vicenda di Giuseppe � cos� famosa, cos� conosciuta da tutti che � non � necessario ricostruirla anche nei suoi significati profondi. Scandita in tappe incalzanti ( invidia/ volont� di ucciderlo/ sua �prima salvezza� � non pi� come la vittima di Caino,Abele /vendita ai mercanti/schiavit� in Egitto/insidia della moglie di Potifar /prigionia/�seconda salvezza� con l�interpretazione dei sogni/suo trionfo/incontro coi fratelli/il tormento e l�abbraccio finale/ il commovente incontro col padre �),tutte queste tappe consentono diversi e numerosi livelli di lettura. Lo spettatore,seguendo le sequenze del filmato,pu� fare la sua scelta ( lo dico subito subito:film di alto rilievo per chi vi ha lavorato, a cominciare dal regista Roger Young di notevole �competenza� nel mondo dello spettacolo , col commento musicale della colonna sonora composta da Marco Frisina,e con la bravura degli attori dal nome di:Paul Mercurio-Giuseppe,Ben Kingsley � Potifar, Lesley Ann Warrren � sua moglie,Monica bellucci-moglie del faraone,Martin Landau-Giacobbe, e � con quella sempre straordinaria degli sceneggiatori Lionel Chetwybd ,James Carrington, con scenografia da incanto).

Il nome:GIUSEPPE (�che Dio-Jav�- aggiunga�); il figlio avuto da Rachele,dapprima sterile, dopo quelli avuti dalla prima moglie Lia (sette),dalle due schiave (Bila,di Rachele, e Zipa,di Lia:entrambe ne genereranno due). L�ultimogenito di Giacobbe,che rinnover� la gioia di quel �aggiunga� sar� il dono della moglie tanto amata,Rachele, con � il dono della sua vita: a seguito del parto difficile morir�, mentre prima, appena nato, vorr� chiamarlo Ben-On� (figlio del mio dolore), ma Giacobbe impone il nome di Ben-iamino(figlio della destra,ossia dell�augurio benevole).

La discendenza numerosa da una parte � il rinnovarsi della promessa di Dio ad Abramo, ma dall�altra � anche la continuazione della terribile realt� (umana= opera dell�uomo) del male che sembrer� spesso avere l�ultima parola: ancora �Caino� che agisce, il �fratello� ( i fratelli) contro il �fratello�. La tunica ( = la scelta per la nuova primogenitura-eredit�) insanguinata di Giuseppe vittima dell�odio dei suoi fratelli (anche se non lo uccideranno lo venderanno per� schiavo ai mercanti in viaggio per l�Egitto); la citt� di Sichem devastata (dopo la violenza a Dina): due �immagini� che non possono non restare impresse nello spettatore.

*** La schiavit� VERA � l�essere schiavi del male, profonda verit� (spesso dimenticata, ma sempre presente nella storia dell�umanit�) che cogliamo in forma �concreta sensibile� nella schiavit� �fisica� : molto opportunamente il film si sofferma subito sulla �scena� del mercato degli schiavi in Egitto, con Potifar che dopo aver irriso ed umiliato Giuseppe (�il �tuo�dio�) lo compera. Prima ancora dell�affermazione del filosofo greco Epitteto ( ep�ktetos = schiavo) � con Giuseppe che viene �affermata� la certezza che si pu� essere anche nella schiavit� fisica liberi nella persona. Insidiato dalla mogli di Potifar, Giuseppe non vuole ci� che � male (peccato) e cos� dalla sua fortunta posizione di chi governa con fortuna la casa verr� gettato nella prigione.

E� qui che mi sembra che il filmato meriti attenzione per una sottolineatura che non troviamo nelle parole del testo biblico . Nel confronto-scontro tra Potifar e sua moglie :
+ moglie:�Cos�� pi� importante per te?�
++ Potifar:�la verit� � quella che conta� ;
+�Perch� non lo liberi?�
++ �Perch� ovunque egli sia,qualunque cosa accadr� � gi� libero,perch� il suo Dio � con lui�.

^^^ Il filmato ( dalla durata di tre ore) ha il merito di non cadere nel tono quasi da romanzo della vicenda di Giuseppe; al termine quando questi si rivela i fratelli,si riconcilia con loro che si sono umiliati (� ma ora non vi corrucciate per avermi venduto quaggi�, perch� Dio mi ha mandato qui prima di voi per conservarvi in vita � di Gen.45,5 �. � �non siete stati voi a mandarmi qui,ma Dio �) �recupera� l�autenticit� del legame fraterno (dobbiamo essere una famiglia).

*** �Non vestro CONSILIO, sed Dei VOLUNTATE huc missus sum� .
La vulgata aggiunge ai Settanta le due parole: consilio - voluntate. La scelta dell�uomo ,consilium, anche quando � causa di male non trionfa mai sulla volont� di Dio, che segna sempre il vero trionfo, quello del bene. Lo vedremo anche nella grande epopea che seguir� (schiavit� del popolo in Egitto,Esodo verso la terra promessa).


Umberto Masperi il 12 settembre 2012 alle 08:51 ha scritto:

Giacobbe.

La terza figura di grande patriarca,Giacobbe, � legata anche all�oscuro episodio della lotta, di notte, con un personaggio misterioso , con l�esigenza perenne di : �dimmi il tuo nome�- Dic mihi, quo appellaris nomine ( esigenza che rimarr� senza risposta, mentre l�avr� con Mos�; anzi, � seguita da una � contro domanda� :�Perch� mi chiedi il mio nome?� Cur quaeris nomen meum? ); l�esigenza, che � anche avvertita nella tribolazione ed in ogni lotta della vita, si impone nella sua autenticit� ( se il personaggio misterioso ha chiesto il tuo nome, perch� non lo devi-puoi fare anche tu?), l�esigenza � �soddisfatta� diversamente, con la BENEDIZIONE che ti avvia ad un' apertura verso il mistero (Et benedixit ei in eodem loco).

*** Il �nome� nella mentalit� semitica indica la persona in quanto legata ad un avvenimento straordinario e significativo della sua esistenza, e ad una missione ( la missione che dovr� compiere). Giacobbe cambier� nome: �Israele� (Dio regna?), nome che indicher� nel tempo il popolo di Dio," popolo di Israele"). La grande promessa ad Abramo ( terra,numerosa discendenza) ha una sua prima realizzazione in Giacobbe.

^^^ L�inizio del filmato con lo scorrere dei titoli forse � voluto intenzionalmente: inquadra una tempesta che minaccia di strappare le tende di quei pochi pastori (di Isacco); da quei pochi si avr� alla fine,sotto l�autorit� di Giacobbe, un vero popolo. Il LOTTARE per tenere in piedi le tende ci richiama alla mente l�importanza �simbolica� della tenda stessa ( prima della costruzione del Tempio custodir� l�arca dell�alleanza). Risuonano le parole dell�inizio del Vangelo di Giovanni: � Pose la Sua tenda ( sken�) tra noi �ESKENOSEN en emin, habitavit in nobis �.
( Il filmato non manca di presentarci Esa� che avrebbe dovuto avere la benedizione del padre Isacco, come primogenito, mentre costruisce una casa di mattoni, come i cananei. La nostra esistenza corre sempre tale rischio: voler cercare �stabilit�� in un valore soltanto umano).
*** La fede ( come in Abramo) � un continuo interrogarsi,gridare la propria angoscia, confessare -sconvolti dal dubbio - la propria adesione (accettazione) alla chiamata di Dio.
Di nuovo, come Abramo, anche Giacobbe � figura grandiosa e complessa, quella di chi si confronta con la �voce� ( di Dio).
Anche questo DVD dopo il filmato presenta una �scheda biblica�, l�intervento-commento dell�esegeta Gianantonio Borgonovo che ci tiene a sottolineare subito come il racconto di Genesi 1-12 (Abramo) e 12-50 (Giacobbe) sia la �sedimentazione� di mille anni di storia.
La complessit� dei personaggi,degli episodi narrati nel testo ,� resa efficacemente ,con aderenza, nei nostri due DVD (il primo,Abramo, della durata di oltre tre ore;questo, Giacobbe, pi� breve, di una novantina di minuti ma ugualmente ricca).
Siamo di fronte a personaggi �veri� che ci trasmettono il dramma dell�esistenza ( se vogliamo esprimerci a livello �laico�: la Bibbia � nostra guida anche in questo senso), personaggi posti nella �dualit�� che si incontra quasi sempre nella storia dell�umanit� ( Abramo-Sara / Sara-Agar / Abramo � il faraone/ Abramo-Isacco/Isacco-Rebecca/Giacobbe- Esa� / Isacco � Labano / Lia-Rachele / Giacobbe-il personaggio misterioso). Le considerazioni in merito potrebbero procedere quasi all�infinito ( il filmato offre elementi appropriati,in tal senso). Personalmente vengo sollecitato a riflettere molto sul rapporto ( e conflittualit�) tra fratelli. Ecco, dopo le due figure di Ismaele e Isacco ( nel DVD di Abramo), abbiamo il conflitto pi� sconvolgente tra Esa� e Giacobbe ( anticipato gi� nella lotta dei due fratelli nell�utero della madre). Conflitto che secondo la nostra logica umana rimarrebbe insanabile, ma che cesser� ( non � la logica di Dio?) quando i due fratelli si riconciliano (Borgonovo ricorda le parole nel momento dell�abbraccio:� Io sto alla tua presenza, come davanti a Dio�,Gen.33,10: meglio per� la vulgata ed i Settanta (sic enim vidi faciem tuam quasi viderim vultum Dei � eneken toutou eidon ton prosopon sou, os an tis idioi prosopon teou � per questa ragione: vidi il tuo volto come se uno vedesse il volto di Dio, mentre traduz. inglese KJV =for therefore I have seen thy face, as though I had seen the face of God,tedesca di Lutero 1984 = denn ich sah dein Angesicht, als s�he ich Gottes Angesicht: quanta profondit� se pensiamo a ci� che ci ha insegnato il Signore su chi � nostro fratello). Quella visione nel sogno, la scala che unisce cielo e terra ( la � scala di Giacobbe�) � realt� che si fa presente se lo vogliamo.

^^^ Questo filmato dedicato a Giacobbe non termina,per�,con la sua morte ( lo incontreremo nel prossimo DVD dedicato a Giuseppe : storia tanto famosa che ancor pi� ci �provoca� in quel dramma di dissidio tra fratelli, struggente nel coinvolgimento del padre per il figlio tanto amato). Attendiamo un�ulteriore visione.


Umberto Masperi, masperi.umberto@yahoo.it il 10 settembre 2012 alle 21:18 ha scritto:

Quattro anni fa feci mia l'iniziativa di Famiglia cristiana: settimana dopo settimana usciva l'intera collezione ( �La Bibbia in famiglia�) dei DVD, di cui questo � il secondo.
Dopo la mia recensione della "Nuova guida alla Bibbia� (G.RAVASI), cui rimando, valorizzo la sottolineatura che l� facevo sull�importanza dell�aspetto iconico (qui si tratta dell�immagine filmica). Mi sento di tralasciare una indicazione su tutto il filmato; opero una scelta, per una mia considerazione filosofico-esistenziale. Conosciamo tutti la vicenda di Abramo, la collochiamo nel contesto del discorso di fede (approfondito,filosoficamente, da un pensatore dell�Ottocento: Kierkegaard, di quello dell�origine della storia di Israele . Concetti (anzi verit�) sempre ripetuti.

*** Nello �spirito� delle recensioni che fanno gli utenti della� � Libreria del Santo� , mio desiderio � comunicare un�impressione , nel senso letterale del termine. Mi ha colpito la sequenza che mostra Abraham, con il suo popolo (una cinquantina di persone, viene detto ad un certo punto) che � in cammino, attraversa terre desertiche, nella fatica sofferenza povert� fame, con il fallimento (la morte di stenti) come continua prospettiva, nella SPERANZA di giungere alla TERRA. Subito queste inquadrature filmiche mi hanno suggerito: � anche (anzi, soprattutto), una bella metafora; la metafora della nostra esistenza.

*** Siamo tutti �chiamati� ( � per nome � Abraham,Abraham �) alla vita (come Abraham venne chiamato per essere il � padre� del popolo di Dio).

*** La vita-esistenza � CAMMINO, con la continua esperienza della fatica, della sofferenza, del tormento del dubbio ( la �sfida� della presenza del MALE, per chi �risponde� ad un DIO BUONO) a causa dell� �ambiente impervio� che � TI � circonda . Pensiamo anche a livello storico le tragedie che hanno colpito individui,comunit�,popoli; ancor prima ( per noi ,credenti ) : che hanno colpito coloro che hanno testimoniato (martiri ) la fede in Cristo.

*** La sofferenza non viene mai meno, talora dopo la breve pausa di una gioia che faceva ben �sperare�; il cammino della vita continua, nella solitudine ( del dolore) : chi soffre 1) � sempre �solo� ( nessuno pu� � soffrire la mia sofferenza�, al mio posto) ; ma ,quasi paradossalmente , chi soffre 2) � sempre nello " stare assieme�, col fratello che gli � accanto, anche lui nel SUO cammino della vita.

*** La certezza che non pu� venire annullata ( l� �unica� , incrollabile ) � la �fine� ( che noi, esseri � �finiti� chiamiamo : �morte�).

*** Ma , seguendo Abraham ,quella certezza ha un altro nome: �terra promessa� , la TERRA NUOVA del: �cielo nuovo e TERRA nuova� di Ap.21,1. ( Et vidi caelum novum et terram novam ;k�i eidon ouran�n kain�n k�i gh�n kain�n).
Quale potenza pu� avere la visione di un film, in DVD, che consiglio.
( Impressioni, dagli
altri DVD della collana, in seguito).


Mimmo il 6 settembre 2012 alle 00:53 ha scritto:

Io l'ho comprato, c'� quasi tutto, per� mancano alcune scene nel 4^ dvd ad esempio Ges� che dice a Pietro che lo rinnegher� 3 volte, la scena che dice a Giuda quello che devi fare fallo presto, la scena dei soldati che prelevano Barabba dalla prigione, e una scena che Zerah dice a Ponzio Pilato che i servi sono piu fortunati dei padroni. Queste scene sono nell'extra come scene di raccordo e non capisco xch� non sono state inserite nei dvd, cos� pare che il film non � completo invece in quello della RAI ci sono. Come mai? Non c'entravano?

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Mattia Grossi il 20 luglio 2012 alle 10:16 ha scritto:

Film bello e commovente che riesce a narrare, senza banalizzare, una storia di pi� di 2000 anni fa. Toccanti e piene di phatos alcune scene. Lo consiglio a chi vuole riscoprire il fascino e l'essenza della nativit� di nostro Signore.

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Mattia Grossi il 20 luglio 2012 alle 10:10 ha scritto:

Film, a mio modesto parere, bello e commovente realizzato con un'ottima cura dei dettagli. Ambientazione e scenografia molto ben fatte. Interpretazione straordinaria di tutti gli attori, in particolare l'attrice che impersona Maria Goretti. Nel vederlo sono rimasto commosso e colpito dalla storia di questa giovanissima e grande Santa. Lo consiglio caldamente.

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